Proteste a Napoli contro Samer Khalifa, accusato di truffe su vacanze e rimborsi mai arrivati

Proteste A Napoli Contro Samer

Manifestanti a Napoli contro Samer Khalifa per truffe su vacanze e rimborsi mancati. - Gaeta.it

Armando Proietti

29 Agosto 2025

Decine di persone si sono radunate in via Riviera di Chiaia, a Napoli, per protestare contro Samer Khalifa, titolare di un’agenzia di viaggi al centro di uno scandalo. Si tratta di pacchetti vacanza mai forniti e rimborsi che non sono mai arrivati. La vicenda ha fatto molto rumore, soprattutto sui social, dove Khalifa è stato ribattezzato “truffatore seriale di Ferragosto”. I manifestanti chiedono risposte e interventi legali immediati.

Napoli in piazza: le vittime vogliono i loro soldi e giustizia

La protesta è stata organizzata dal deputato Francesco Emilio Borrelli, di Alleanza Verdi-Sinistra, insieme a Roberto Russo dell’associazione Cellule di Bonifica Sociale. Decine di persone, soprattutto famiglie e lavoratori, si sono radunate in via Riviera di Chiaia per chiedere la restituzione delle somme versate per vacanze che non si sono mai concretizzate.

Molti hanno raccontato di aver perso non solo il denaro, ma anche la possibilità di godersi le ferie, spesso programmate da mesi, specialmente durante il Ferragosto, il cuore dell’estate italiana. L’assenza dei rimborsi ha provocato un danno economico, ma anche un disagio pratico e morale.

La protesta davanti all’agenzia e la partecipazione spontanea esprimono la delusione e la rabbia di chi si è trovato coinvolto in una gestione poco chiara, con un titolare che sembra scansare le proprie responsabilità. L’iniziativa vuole anche spingere le autorità a muoversi in fretta e con decisione.

Il video di Khalifa non convince: le accuse restano

Qualche ora prima della manifestazione, Samer Khalifa ha pubblicato un video sui social per spiegare perché i rimborsi non sono stati pagati. Nel filmato ha detto che una donna, che ha presentato come una sua conoscente, gli avrebbe chiesto rimborsi troppo alti legati a investimenti nella sua attività.

La versione non ha fatto altro che aumentare la rabbia dei coinvolti. La donna citata, Carmela, era presente alla manifestazione e ha smentito con forza le accuse, definendole false e un modo per spostare l’attenzione dalle responsabilità di Khalifa. Ha detto chiaramente che si tratta di un tentativo di distrarre dal vero problema.

Lo scambio di accuse ha solo alzato la tensione e la sfiducia. Il tentativo di tirare dentro terze persone non ha chiarito nulla, ma ha fatto crescere l’ansia di chi aspetta ancora risposte e soprattutto i soldi.

Borrelli alza la voce: “Khalifa deve rispondere”

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, tra gli organizzatori della protesta, non ha usato mezzi termini. Ha definito le giustificazioni di Khalifa “accuse infamanti”, un modo per evitare di affrontare direttamente chi è stato truffato.

Borrelli ha chiesto che le forze dell’ordine rintraccino Khalifa e lo mettano di fronte alle sue responsabilità. Ha ricordato quanto siano gravi le perdite per tante famiglie, che hanno visto svanire risparmi e vacanze senza alcun segnale di risarcimento.

Ha sottolineato che non bastano i video sui social per risolvere la situazione: serve un intervento serio delle autorità, perché Khalifa risponda sia dal punto di vista economico che giudiziario. Il deputato ha promesso il suo sostegno alle vittime nei prossimi passi, tra indagini e denunce.

Denunce in aumento e una vicenda che scuote il turismo napoletano

A Napoli continuano ad arrivare segnalazioni contro Samer Khalifa. Diverse famiglie hanno già presentato denunce alle autorità. Il caso dell’agenzia di viaggi è diventato il simbolo di un abuso nel settore turistico estivo locale, soprattutto per i pacchetti vacanza promessi e mai consegnati.

La manifestazione voleva mandare un messaggio chiaro: non è solo una questione di rabbia, ma una richiesta concreta di intervento da parte delle forze dell’ordine. Chi si è affidato a Khalifa oggi si ritrova senza soldi e senza la possibilità di recuperare quanto promesso.

La situazione è ancora aperta e si evolve, mentre cresce la pressione per un intervento rapido e trasparente. Le autorità sono chiamate a fare indagini approfondite e a seguire da vicino l’evolversi delle denunce. Intanto la vicenda pesa sulle persone coinvolte e sull’immagine di un settore che per Napoli è fondamentale, soprattutto in un momento delicato.