Pensioni 2026, boom sulle minime ma stangata sugli assegni alti: ecco chi guadagna e chi perde soldi

Francesco Giuliani

31 Agosto 2025

Con il cedolino di inizio anno i pensionati hanno visto ritocchi limitati: la rivalutazione 2025 si è fermata allo 0,8%, fissata con decreto e recepita da INPS. L’importo del trattamento minimo è stato aggiornato a 603,40 €, con un incremento transitorio che porta l’assegno in pagamento a 616,67 € per chi rientra nei requisiti. Ora l’attenzione si sposta sul 2026: le stime sull’inflazione 2025 indicano margini per un adeguamento più visibile, mentre sul fronte normativo il Governo valuta dossier su uscita a 64 anni, Quota 41 e un possibile congelamento del prossimo scatto dell’età legato alla speranza di vita.

Cosa è salito davvero nel 2025

La perequazione 2025 è stata ufficializzata allo 0,8% (indice riferito al 2024). La misura si applica con il consueto sistema a tre fasce: rivalutazione integrale (100%) fino a 4 volte il minimo, 90% tra 4 e 5 volte, 75% oltre 5 volte. Tradotto: allo 0,8% pieno sotto 4× minimo, 0,72% tra 4-5×, 0,6% sopra 5×. Per i calcoli 2025 si usano soglie ancorate al minimo precedente (2.394,44 € e 2.993,05 €).

Sul minimo: INPS ha fissato 603,40 € (13 mensilità). La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato un aumento transitorio sulle pensioni pari o inferiori al minimo: +2,2% nel 2025 (che porta in pagamento 616,67 €), con ulteriore +1,3% nel 2026 sulla base rivalutata. Contano i requisiti reddituali per l’integrazione.

Esempi 2025 (ordine di grandezza)

  • 1.000 €: +8 € (0,8%)

  • 1.500 €: +12 € (0,8%)

  • 2.800 €: +~20,16 € (0,72%)

  • 3.500 €: +~21 € (0,6%)

  • Minimo: da 603,40 € a 616,67 € con l’incremento transitorio (se spettante).

2026: stime di aumento e soglie aggiornate

Per il 2026 gli osservatori indicano un ventaglio di rivalutazione 1,6-1,8%, coerente con l’inflazione 2025 fin qui rilevata. Lo schema a tre fasce rimane in vigore. Con il minimo 2025 a 603,40 €, le soglie di riferimento da gennaio 2026 si spostano intorno a 2.413,60 € (4×) e 3.017 € (5×): sotto 4× l’aumento è integrale (es. 1,6-1,8%), tra 4× e 5× si applica il 90% (1,44-1,62%), oltre 5× il 75% (1,20-1,35%).

Esempi 2026 (due scenari, ordini di grandezza)

  • 1.000 € (sotto 4×): +16-18 €

  • 1.500 € (sotto 4×): +24-27 €

  • 2.800 € (tra 4× e 5×): +~40-45 € (1,44-1,62%)

  • 3.500 € (oltre 5×): +~42-47 € (1,20-1,35%)

  • Minimo: base rivalutata +1,6-1,8% più l’incremento transitorio 1,3% previsto dalla manovra (per chi ne ha diritto).

Norme allo studio: età pensionabile, uscite a 64 anni, Quota 41

Sul tavolo della prossima Legge di Bilancio ci sono ipotesi che incidono sui canali di uscita:

  • Congelamento del prossimo scatto dell’età (3 mesi) legato alla speranza di vita: possibile stop allo scalino dal 2027, per evitare l’aumento a 67 anni e 3 mesi.

  • Uscita a 64 anni e rilancio di Quota 41: scenari discussi, con sostenibilità finanziaria da verificare nei saldi di bilancio. Anche qui, nulla è definitivo prima della manovra autunnale.

Cedolino e calendario: cosa controllare nei prossimi mesi

Tra settembre e dicembre 2025 il quadro sull’inflazione si chiarirà con i dati definitivi. A novembre il MEF pubblica di norma il decreto perequazione per l’anno successivo; a gennaio 2026 scattano gli importi adeguati sul cedolino. In parallelo, la manovra può introdurre correttivi (fasce, maggiorazioni, finestre). Suggerimento pratico: verificare su MyINPS la collocazione della propria pensione rispetto alle soglie 4× e 5× e, se si è su minimo, la spettanza dell’incremento transitorio (dipende dai limiti di reddito e dalla tipologia di prestazione).

Tabella rapida: 2025 vs 2026 (stima)

Importo lordo mensile2025 (0,8% → 0,72%/0,6%)2026 base (1,6%)2026 alto (1,8%)
Minimo603,40 € → 616,67 € (con +2,2%)+1,6% sulla base rivalutata +1,3% transitorio+1,8% sulla base rivalutata +1,3% transitorio
1.000 €+8 €+16 €+18 €
1.500 €+12 €+24 €+27 €
2.800 €~+20,16 € (0,72%)~+40,3 € (1,44%)~+45,4 € (1,62%)
3.500 €~+21,0 € (0,6%)~+42,0 € (1,2%)~+47,3 € (1,35%)