Papa Leone XIV ha lanciato un appello forte per fermare i bombardamenti in Ucraina, soprattutto quelli che hanno colpito Kiev, e per riaprire un dialogo vero tra le parti in guerra. Durante l’Angelus, ha chiesto un cessate il fuoco immediato, sottolineando che chi guida il conflitto deve abbandonare la strada della guerra. Non solo Ucraina: il Pontefice ha richiamato l’attenzione sulla violenza armata in generale, citando la recente sparatoria in una chiesa di Minneapolis, e ha ricordato la tragedia del naufragio di migranti in Africa. Il suo messaggio parla di pace, giustizia e solidarietà a livello globale.
Ucraina, torna la violenza: l’appello per fermare subito i bombardamenti
Questa settimana la violenza in Ucraina è tornata a crescere, con attacchi anche sulla capitale Kiev che hanno causato vittime civili e aumentato la tensione internazionale. Papa Leone XIV ha colto l’occasione dell’Angelus per mettere in luce quanto la situazione sia grave, chiedendo a gran voce la fine delle ostilità. Ha definito la guerra una ‘logica delle armi’ da lasciare alle spalle subito, spronando i responsabili a riprendere un dialogo serio e concreto, con il sostegno della comunità internazionale.
Il Papa ha ricordato i fallimenti dei summit diplomatici di quest’estate, sottolineando che non si può smettere di cercare una soluzione negoziata. Ha chiesto che “la voce delle armi taccia” e lasci spazio a quella della fraternità e della giustizia. In un conflitto che va avanti da anni e continua a fare vittime, il suo appello è rivolto a chi ancora sceglie il confronto armato invece di trattare.
La diffusione delle armi, un “virus” che non si ferma dopo Minneapolis
In un passaggio in inglese, Papa Leone XIV ha rivolto un appello contro la diffusione incontrollata delle armi. Il motivo è arrivato dopo la notizia della sparatoria in una chiesa di Minneapolis, Minnesota, dove hanno perso la vita anche due bambini. Il Papa ha parlato di questa diffusione come di una vera “pandemia” che colpisce intere società e mette a rischio la sicurezza di tutti i giorni.
Ha ricordato le vittime innocenti di queste violenze, soffermandosi soprattutto sui bambini, spesso dimenticati nel dibattito pubblico. Ha invocato un intervento divino per fermare questa piaga globale, sottolineando la necessità di bloccare l’uso e la diffusione di ogni tipo di arma. Il suo appello arriva in un momento di crescente preoccupazione internazionale per la facilità con cui le armi alimentano conflitti e tragedie, anche in luoghi che dovrebbero essere sicuri.
Naufragio Di Migranti alle Canarie: il Papa chiama alla solidarietà
Il Pontefice ha espresso dolore per la tragedia al largo della costa della Mauritania, dove un’imbarcazione piena di migranti si è rovesciata durante un viaggio di 1100 chilometri verso le Isole Canarie. Oltre cinquanta persone sono morte e circa un centinaio risultano disperse. Un bilancio drammatico che racconta ancora una volta la dura realtà di chi cerca sicurezza e un futuro migliore.
Papa Leone XIV ha ricordato che tragedie simili accadono spesso in tanti posti, mettendo in luce la fragilità e il pericolo costante che affrontano i migranti. Ha invitato chi guarda da lontano a mettere in pratica il precetto cristiano dell’accoglienza: “Ero straniero e mi avete accolto”. Un richiamo a non voltarsi dall’altra parte, ma a rispondere con gesti concreti di aiuto e vicinanza verso chi fugge da condizioni estreme.
Giornata per la cura del creato: il Papa chiama all’impegno
Con uno sguardo che va oltre i conflitti umani, Papa Leone XIV ha ricordato la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, celebrata il 1° settembre e promossa dieci anni fa da Papa Francesco insieme al Patriarca ecumenico Bartolomeo. Questa giornata richiama tutti a prendersi cura dell’ambiente, un tema che unisce fede e azione concreta.
Il Papa ha sottolineato il legame con il “Tempo del Creato”, che si chiude il 4 ottobre con la festa di San Francesco d’Assisi. Ha citato il Cantico di frate sole, scritto 800 anni fa, come simbolo dell’armonia tra uomo e natura, invitando a rispettare e proteggere la “casa comune” che ci ospita. Un richiamo importante in un momento in cui la tutela dell’ambiente è strettamente legata al destino di popoli, migrazioni e conflitti.
L’Angelus di oggi offre una visione attenta alle emergenze che il mondo affronta, invitando non solo i cristiani ma tutti a scegliere la pace, l’accoglienza e il rispetto per la vita in tutte le sue forme.