Nasce a Napoli l’associazione rosario livatino per contrastare l’evoluzione delle mafie nel controllo del territorio
L’attenzione sulla trasformazione delle mafie in Italia resta alta, soprattutto per quanto riguarda il loro radicamento crescente in settori dell’economia legale. A Napoli si costituisce l’Associazione “Rosario Livatino”, che intende affrontare queste nuove sfide. L’iniziativa punta a riportare al centro del dibattito pubblico le strategie con cui le organizzazioni criminali operano oggi, soprattutto sulla gestione degli appalti e sul ciclo dei rifiuti. Questo fenomeno interessa varie regioni, di cui Campania, Calabria, Lazio e Molise rappresentano le aree di maggiore operatività. La costituzione ufficiale dell’associazione verrà sancita durante un convegno pubblico previsto per domenica 28 settembre 2025.
Il convegno pubblico a Napoli: quali temi e chi sarà il protagonista
L’evento decisivo avrà luogo presso il Centro Direzionale di Napoli, in Isola F11, secondo piano , alle ore 10 del 28 settembre. Il titolo scelto, “Mafie e Controllo del Territorio”, evidenzia chiaramente l’oggetto di discussione. La principale voce sarà quella di Nicola Morra, ex Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. La sua presenza permetterà di approfondire le trasformazioni delle organizzazioni criminali, con un focus particolare su come, oggi, queste ultime puntino alla completa dominazione di comparti economici fondamentali.
Morra illustrerà come le mafie abbiano cambiato volto rispetto al passato, orientandosi sempre più verso pratiche di infiltrazione che ne rendono difficile la percezione tradizionale. L’attenzione sarà rivolta principalmente al modo in cui queste realtà riescono a condizionare il funzionamento degli appalti pubblici e la gestione dei rifiuti, due settori finiti al centro delle attività illecite. Questo controllo non si traduce solo in un danno economico, ma compromette anche la trasparenza e la concorrenza sul territorio, provocando effetti di lunga durata sulle istituzioni e sui cittadini.
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Le nuove strategie delle mafie: dal controllo visibile all’infiltrazione nell’economia legale
Il fenomeno mafioso non si esaurisce nelle consuete attività criminali come estorsioni o traffico di stupefacenti. Oggi la camorra e le altre organizzazioni simili adottano metodi più discreti e difficili da individuare. Controllano indirettamente mercati e servizi attraverso la gestione degli appalti, spesso pubblici, ottenuti grazie a spillover criminali. L’economia dei rifiuti ne è un esempio chiave: smaltimenti irregolari e infiltrazioni in imprese di raccolta si traducono in profitti illegali difficili da quantificare, ma dal peso evidente sul territorio.
Queste dinamiche permettono ai clan di alterare la concorrenza e di mantenere un regime di predominio senza ricorrere sempre alla violenza diretta. Cambia anche la percezione sociale del fenomeno: così mascherato, il controllo mafioso si rende invisibile alla maggior parte dei cittadini. L’equilibrio tra leconomie si spezza, a discapito della trasparenza e del rispetto delle regole. Il radicamento di queste pratiche si conferma particolarmente presente nelle regioni coinvolte dall’attività dell’associazione, per cui Napoli diventa il punto di partenza, ma l’orizzonte si estende su tutto il Sud e il Centro Italia.
Gli obiettivi dell’associazione rosario livatino: una sfida per la legalità nelle regioni del Sud
L’Associazione “Rosario Livatino” punta a contrastare in modo diretto questa nuova forma di criminalità. Agirà principalmente in Campania, Calabria, Lazio e Molise, territori che presentano segnali di una presenza mafiosa radicata e in evoluzione. L’iniziativa nasce con l’intento di diffondere la cultura della legalità e promuovere la trasparenza, con modalità concrete che coinvolgono istituzioni, forze dell’ordine e società civile. Non si tratta solo di un ragionamento accademico, ma di un impegno che dovrà tradursi in azioni sul campo.
La partecipazione attiva dei cittadini verrà interpretata come un elemento fondamentale per rompere i meccanismi di potere criminale. Il convegno non rappresenta soltanto un momento di approfondimento, ma un richiamo a un impegno collettivo. Contrastare le mafie significa anche vigilare sulle attività economiche, denunciare irregolarità e costruire una rete di sostegno che impedisca l’insediamento silenzioso degli interessi criminali. La fondazione dell’associazione segna quindi una tappa significativa nella lotta alle organizzazioni mafiose, con un’impostazione orientata più alla prevenzione che a interventi sporadici.
Napoli come fulcro della nuova mobilitazione sociale contro le mafie
Napoli torna così a diventare terreno importante di iniziative contro la criminalità organizzata. Il convegno pubblico e la nascita dell’Associazione “Rosario Livatino” sottolineano il ruolo che questa città può avere nell’attivare una risposta collettiva alla crescente penetrazione mafiosa negli affari legali. Il richiamo e la presenza di figure come Nicola Morra ribadiscono la necessità di osservare da vicino queste trasformazioni, riportando al centro del discorso pubblico le nuove modalità di infiltrazione.
Da qui si muove una proposta che riguarda non solo le istituzioni locali, ma coinvolge la società civile presente nel territorio e nelle regioni limitrofe. Coinvolgere attivamente i cittadini significa creare anticorpi sociali in grado di rendere antisismica la struttura del tessuto economico e comunitario. Napoli si conferma così come crocevia di un’azione nuova e puntuale per fermare l’evoluzione delle mafie in chiave economica invisibile, ma potente e diffusa.
