Il centro sociale Leoncavallo, storico punto di riferimento milanese recentemente sgomberato dalla sua sede storica di via Watteau, si appresta a trasferirsi in una nuova struttura in via San Dionigi, nella zona Corvetto, periferia sud-est della città. Il Comune di Milano ha deciso di assegnare gratuitamente questo capannone con un bando pubblico, offrendo un lungo contratto di concessione. La decisione ha creato dibattito e reazioni contrastanti nel quartiere e sul piano politico.
il bando pubblico di Palazzo Marino per il Leoncavallo: tempi e modalità
Palazzo Marino ha avviato rapidamente la pratica per assegnare al Leoncavallo la nuova sede tramite un bando pubblico che riguarda un capannone in via San Dionigi. Il bando è nato in pochi giorni e prevede una concessione fino a novanta anni, un impegno molto lungo da parte del Comune. Questa misura arriva dopo lo sgombero del centro sociale dalla storica sede di via Watteau, evento che aveva lasciato senza un luogo di riferimento gli attivisti e i frequentatori del Leoncavallo.
Il capannone scelto si trova in una zona periferica rispetto al centro città e versa in condizioni che necessitano di importanti interventi di manutenzione. Palazzo Marino ha comunque fissato linee guida precise per la gestione e l’uso della struttura, puntando a garantire una destinazione sociale agli spazi. Il Comune ha dichiarato di voler sostenere realtà associative e culturali attraverso questa concessione, ma la rapidità con cui è stato preparato e avviato il bando ha riscosso attenzione.
le proteste del quartiere Corvetto e le critiche politiche a Milano
La decisione del Comune ha incontrato il disappunto di molti residenti di Corvetto, quartiere dove si trova la nuova sede destinata al Leoncavallo. Gli abitanti hanno espresso preoccupazioni legate alla natura dell’associazione, alle tensioni sociali e allo stato della struttura che ospiterà il centro sociale. Il timore diffuso riguarda possibili conflitti e un impatto sulla vivibilità del quartiere.
Sul fronte politico, esponenti di centrodestra hanno duramente criticato la scelta. Riccardo De Corato, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera ed ex vicesindaco di Milano, ha sottolineato come il bando sia stato approntato con una velocità eccezionale, improbabile se paragonata ai tempi burocratici con cui i cittadini milanesi devono fare le loro pratiche quotidiane. La Lega ha definito l’operazione “indecenza inaccettabile”, denunciando una disparità di trattamento. Queste critiche riflettono un clima di tensione da cui non sono esclusi animati dibattiti in consiglio comunale.
gli sviluppi sul movimento Leoncavallo e le mobilitazioni in programma
Il centro sociale Leoncavallo, che ha svolto un ruolo significativo nelle vicende culturali e politiche di Milano, sta attraversando una fase delicata con il trasferimento nella nuova sede. Gli attivisti hanno già annunciato iniziative per organizzare il passaggio e mantenere viva l’attività nella nuova area. L’associazione Mamme Antifasciste legata al Leoncavallo ha manifestato interesse per la nuova casa fin dai primi mesi del 2025.
La comunità del centro sociale prevede un’assemblea pubblica per discutere i dettagli del trasferimento e la sistemazione degli arredi provenienti dall’ex sede. Inoltre, è in programma una manifestazione nazionale a Milano per sostenere il Leoncavallo e la sua permanenza in via San Dionigi. Questi eventi mirano a consolidare il legame con i frequentatori storici e ad affrontare le tensioni nate con la decisione di Palazzo Marino, cercando un dialogo con l’opinione pubblica e le istituzioni.