Milano, il Museo Leonardo3 rischia lo sfratto per le colonne d’ingresso considerate cartelli pubblicitari

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Museo Leonardo3 a Milano a rischio sfratto per le colonne d’ingresso. - Gaeta.it

Elisabetta Cina

29 Agosto 2025

Il Museo Leonardo3, dedicato all’opera di Leonardo Da Vinci e situato in centro a Milano, si trova al centro di una controversia legale con il Comune di Milano. La disputa riguarda due colonne poste all’ingresso del museo, che l’amministrazione municipale ha definito vere e proprie insegne pubblicitarie non autorizzate. La decisione del Tar Lombardia, che ha dato ragione al Comune, genera incertezza sul futuro di questa istituzione culturale.

Il museo Leonardo3 e la sua funzione culturale nel cuore di Milano

Il Museo Leonardo3 si trova nella Galleria Vittorio Emanuele II, uno degli spazi più frequentati di Milano, e ospita esposizioni interattive dedicate all’ingegno di Leonardo Da Vinci. Nato per valorizzare il patrimonio artistico e scientifico del grande genio rinascimentale, il museo attira visitatori sia milanesi che turisti stranieri. Il direttore e cofondatore Massimiliano Lisa ha più volte sottolineato il carattere culturale e non commerciale della struttura, che punta a raccontare in modo dinamico le opere e le invenzioni di Leonardo.

L’istituzione utilizza le due colonne poste ai lati dell’ingresso come punto identificativo per orientare il pubblico verso questo spazio espositivo. Si tratta di una modalità ormai consolidata per segnalare la presenza del museo in un’area complessa come la Galleria Vittorio Emanuele II, dove l’affollamento di attività commerciali può rendere difficile la visibilità di realtà culturali.

Il conflitto con il comune: le colonne considerate cartelli pubblicitari

Il Comune di Milano, con sede in Palazzo Marino, ha avviato una contestazione formale contro la presenza delle colonne d’ingresso del museo, definendole in base alle nuove normative come materiali pubblicitari vietati. Queste norme fanno parte di un regime più ampio volto a preservare il decoro urbano della Galleria Vittorio Emanuele II, con il sostegno della Soprintendenza e Confcommercio.

In particolare, il Comune ha sottolineato che queste due colonne non si configurano come semplici elementi di accoglienza, ma costituiscono un segno pubblicitario che non rispetta le regole stabilite per mantenere l’estetica storica del luogo. Da qui, l’obbligo per il museo di rimuovere gli oggetti o procedere allo sfratto, con l’ingresso del museo che dovrebbe essere condiviso con un’altra società, Duomo 21.

L’intervento del tar lombardia e il ricorso al consiglio di stato

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha preso posizione sulla questione, dando ragione al Comune e confermando che le colonne d’ingresso del Museo Leonardo3 costituiscono cartelli pubblicitari vietati dal regolamento. Questa sentenza ha scatenato una reazione da parte della società che gestisce il museo, intenzionata a proseguire la battaglia legale.

Il direttore Massimiliano Lisa ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che “tale decisione rappresenta un modo per far chiudere il museo attraverso un appesantimento burocratico e limitazioni stringenti.” Il contenzioso evidenzia una tensione tra la tutela del decoro urbano e la necessità delle realtà culturali di essere visibili e accessibili in un contesto storico e commerciale complesso come quello della Galleria.

Le nuove norme sul decoro urbano nella galleria Vittorio Emanuele Ii e i loro effetti

Le regole attuate da Comune e Soprintendenza insieme a Confcommercio vietano ai concessionari di posizionare insegne pubblicitarie, tappeti o strutture simili all’ingresso delle attività, per tutelare l’aspetto estetico della Galleria Vittorio Emanuele II. Queste norme sono nate per evitare che elementi estranei e troppo commerciali alterino la storicità e il valore artistico di questo spazio.

La stretta colpisce varie realtà presenti nella Galleria, non solo negozi ma anche istituzioni culturali come il Museo Leonardo3, che dipendono dalla visibilità offerta dal passaggio turistico e cittadino. Lo scontro mette in luce la difficoltà di trovare un equilibrio tra protezione del patrimonio architettonico e promozione di contenuti culturali, in un’area centrale e strategica per la città di Milano.

La vicenda del Museo Leonardo3 si inserisce in un dibattito più ampio sul rapporto tra città, spazio pubblico e iniziative culturali, con riflessi importanti per il futuro della gestione commerciale e culturale degli ambienti storici cittadini. Il ricorso al Consiglio di Stato resta atteso come un momento chiave per comprendere se e come queste restrizioni potranno essere mitigate.