Marica mastroianni ai domiciliari con braccialetto elettronico in seguito a un’inchiesta sulle truffe agli anziani
Una donna coinvolta in un’inchiesta nazionale sulle truffe agli anziani ha ottenuto i domiciliari dopo un arresto eseguito dai carabinieri di Genova. La vicenda ruota attorno a una banda organizzata che ha operato per mesi con la tecnica del ‘finto maresciallo‘. Il tribunale ha disposto la misura cautelare che include l’uso del braccialetto elettronico, segnalando aspetti familiari delicati e un percorso di rimeditazione da parte della donna.
La decisione del gip di napoli sulle misure cautelari per marica mastroianni
A inizio febbraio 2025, il gip di Napoli, Michaela Sapio, ha disposto nei confronti di Marica mastroianni i domiciliari con braccialetto elettronico. Il provvedimento segue un’istanza della difesa, presentata dall’avvocato Bruno Cervone. Nel ricorso si è evidenziato lo stato della famiglia della donna, composta da tre figli minorenni attualmente affidati ai nonni paterni. La famiglia affronta difficoltà significative, dovute anche all’assenza del padre dei bambini, detenuto anch’esso. A complicare la situazione si aggiunge la disabilità della nonna materna, che necessita assistenza.
Il giudice ha ritenuto rilevante anche la “rimeditazione interiore” mostrata da marica mastroianni nel corso delle indagini. Questo percorso personale ha fatto pendere la bilancia a favore di una misura meno restrittiva rispetto alla detenzione in carcere, combinando esigenze cautelari con situazioni umane delicate. La scelta rispetta normative che tutelano i minori e le condizioni di fragilità in contesti familiari.
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Dettagli sull’operazione contro la banda di truffe agli anziani con sede a napoli
Il primo febbraio 2025 i carabinieri di Genova hanno notificato 29 misure cautelari contro presunti membri di una banda accusata di truffe ai danni di anziani in varie regioni d’Italia. L’organizzazione aveva base a Napoli e adottava la tecnica nota come “finto maresciallo”: telefonate indirizzate agli anziani per estorcere denaro con raggiri ben orchestrati. Marica mastroianni e il marito Alberto Macor erano riconosciuti come figure chiave all’interno del gruppo.
I due assumevano ruoli specifici nei call-center gestiti per l’attività illecita: Macor simulava il maresciallo, mastroianni si presentava come avvocato. Oltre a svolgere la funzione di telefonisti, avevano anche il compito di dirigere i “trasfertisti”, cioè gli esecutori delle truffe sul territorio. Questi ultimi si spostavano nelle varie città italiane per mettere materialmente in atto i raggiri, mentre mastroianni e macor coordinavano le attività a distanza.
Coinvolgimento di altre persone nell’inchiesta e legami familiari di rilievo
Tra le persone arrestate figura anche un fratello di Alberto Macor. Questo particolare ha destato attenzione per via del suo passato da attore in un film noto come “Gomorra”. La presenza di persone legate tra loro da vincoli familiari evidenzia una struttura complessa e ramificata della banda.
L’indagine ha accertato come l’organizzazione si basasse su una catena ben definita: dall’allestimento dei call-center, agli incarichi precisi attribuiti ai membri, fino all’esecuzione materiale dei raggiri. Il coinvolgimento diretto di più familiari sottolinea una dimensione di gruppo solida e organizzata, capace di agire con metodi e ruoli precisi per ingannare vittime anziane in tutta Italia.
L’operazione ha messo in evidenza come gruppi criminali scelgano modalità sofisticate per penetrare nelle case delle persone più vulnerabili. La complessità delle indagini e la varietà di misure cautelari emesse riflettono la gravità della situazione e l’impatto dei raggiri sulle vittime.
