Maggio 2025 in veneto più pioggia e temperature più fresche rispetto agli ultimi anni
Il mese di maggio 2025 in Veneto si è distinto per una quantità di precipitazioni superiore alla media e temperature più contenute rispetto alle ultime stagioni primaverili. I dati raccolti dall’Arpav segnalano un ritorno a condizioni climatiche più vicine alle medie storiche degli anni Novanta e Duemila, rompendo la sequenza di primavere molto calde che avevano caratterizzato il territorio negli ultimi anni.
Precipitazioni abbondanti e frequenti episodi perturbati
Secondo il monitoraggio dell’Arpav, maggio 2025 ha registrato un incremento delle piogge di circa il 34% rispetto alla media storica del periodo. Il territorio veneto ha visto alternarsi diverse perturbazioni, quasi a ritmo regolare, spesso accompagnate da masse d’aria fredda provenienti dai quadranti settentrionali. Questo ha determinato un mese decisamente più bagnato rispetto alle stagioni precedenti.
Le precipitazioni si sono distribuite su tutto il territorio, contribuendo a mantenere un clima umido e a rallentare la fusione del manto nevoso in alta quota. La pioggia intensa e ripetuta ha interessato anche zone di pianura e di collina, influenzando l’attività agricola stagionale e costringendo a una gestione più attenta delle risorse idriche.
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Gli esperti sottolineano che la presenza di questi frequenti passaggi perturbati non è comune nell’arco delle ultime primavere, tutte caratterizzate invece da stagioni asciutte e calde. Questo maggio ha riportato un ritmo meteorologico più regolare, con una formazione maggiore di nubi e precipitazioni frequenti, alcune anche abbondanti.
Temperature in linea con la media storica e minime quasi stabili
Le temperature osservate in maggio 2025 si sono collocate intorno ai valori medi del trentennio 1991-2020, un intervallo di riferimento ormai standard per le valutazioni climatiche. Emerge una differenza delicata fra i valori delle temperature minime e massime.
Le minime notturne sono state poco sopra la media, con uno scarto di soli 0,2 gradi centigradi, mentre le massime giornaliere hanno registrato un leggero calo rispetto alla norma. La media delle massime si è attestata intorno a mezzo grado più bassa rispetto ai dati storici, un dato che non si vedeva da diverse stagioni primaverili.
Questo comportamento termico ha confermato la sensazione di freschezza avvertita dalla popolazione. Il dettaglio delle temperature suggerisce un cambiamento rispetto ai dati degli ultimi quattro anni, durante i quali il riscaldamento globale aveva portato a temperature fuori scala, soprattutto nei mesi primaverili.
Analizzando il grafico delle temperature medie annuali, gli esperti dell’Arpav osservano che le medie degli ultimi tre anni non si discostano molto fra loro. Il confronto con il decennio precedente segnala una leggera diminuzione dei valori medi, senza però proporre un cambiamento netto o un trend definito.
Neve in alta quota e condizioni del manto nevoso
La presenza di neve a maggio è sempre una possibilità concreta in quota, anche se negli ultimi anni si era assistito a una diminuzione di questi fenomeni tardivi. Nel maggio 2025, l’alta montagna veneta ha registrato nevicate significative, soprattutto oltre i 2600 metri di altitudine.
Le precipitazioni nevose hanno portato fino a 100 centimetri di neve fresca in queste zone. Tuttavia, le frequenti piogge cadute sulle stesse aree hanno accelerato lo scioglimento del manto nevoso, che durante il mese ha perduto copertura soprattutto nelle fasce inferiori.
Di fatto, oltre ai 2300 metri tutti i rilevamenti mostrano una riduzione dell’innevamento rispetto all’inizio del mese, con la neve sparita quasi del tutto nelle stazioni poste sotto questa quota. Le precipitazioni maggiormente concentrate in alta quota hanno dunque inciso poco sulla situazione generale della montagna a bassa quota, dove la fusione si è dimostrata netta e progressiva.
Questi dati evidenziano come il ciclo della neve, pur presente, risponda ancora alle condizioni meteo stagionali variabili, con continue alternanze di pioggia e neve in quota e con una fusione accelerata dovuta alle temperature variabili di maggio.
