Sono passati sei anni dalla scomparsa di Nadia Toffa, giornalista e conduttrice de Le Iene, stroncata a 40 anni da un tumore. Oggi a parlare è sua madre, Margherita, che si è aperta sul ricordo della figlia e sul rapporto ormai interrotto con la trasmissione che l’ha resa celebre. La famiglia porta avanti l’impegno di Nadia nella lotta contro il cancro attraverso una fondazione, ma ha preso le distanze dal programma. Nel racconto di Margherita emergono anche aspetti meno noti della vita professionale e umana di Nadia.
Margherita Toffa: il ricordo di una figlia che voleva combattere
Margherita Toffa ha raccontato del lavoro della fondazione nata in memoria di Nadia, che da anni raccoglie fondi per la ricerca contro il cancro. Ricorda come, durante la malattia, Nadia le avesse affidato la missione di portare avanti questa battaglia «dopo di lei». All’inizio erano poco conosciuti, ma con il tempo l’impegno ha fatto sì che la famiglia venisse invitata in tutta Italia a eventi di raccolta fondi. Grazie alla fondazione sono stati sostenuti centri come l’Istituto Besta e il San Raffaele di Milano, oltre a diverse associazioni benefiche. Margherita parla anche dell’affetto che li circonda durante gli incontri pubblici e di quanto sia importante il contatto con chi ha amato Nadia, un conforto che aiuta a tenere viva la sua memoria e la sua lotta.
Nessun contatto con Le Iene: un silenzio che pesa
Un tema centrale è il rapporto con la redazione de Le Iene, dove Nadia ha lavorato con passione per anni. Margherita ha rivelato che, nonostante la presenza della trasmissione al funerale, da allora non hanno più avuto alcun contatto. Nessuna spiegazione è mai arrivata, anche se continuano a mandare in onda i servizi realizzati da Nadia. La madre sottolinea che, nonostante tutto, per lei e la famiglia è fondamentale mantenere vivo il ricordo della giornalista attraverso la fondazione. Questo silenzio ha sollevato molte domande su come si stia gestendo la memoria personale e professionale di Nadia.
Nadia, la giornalista investigativa poco conosciuta
Oltre al ruolo di volto televisivo, Nadia Toffa è stata una giornalista d’inchiesta che ha seguito casi difficili. Margherita ha raccontato di aver scoperto solo di recente che sua figlia aveva realizzato inchieste mai trasmesse, protette dal segreto investigativo. Molti di questi servizi richiedevano lavoro sotto copertura e hanno portato alla raccolta di prove per le autorità. Tra le indagini più importanti, quelle sulla Terra dei Fuochi e a Trieste. La madre spiega che Nadia voleva proteggere la famiglia dalle preoccupazioni e per questo non condivideva tutti i dettagli del suo lavoro. Un aspetto poco noto, ma che ha lasciato un segno nella lotta contro ingiustizie ambientali e sociali.
Il lascito di Nadia: impegno e memoria che continuano
Anche a distanza di anni, Nadia Toffa resta una figura capace di attirare l’attenzione su temi cruciali, soprattutto legati alla salute. La sua storia ha ispirato eventi culturali come la rassegna “Leggo per legittima difesa”, che ha presentato anche un libro scritto insieme alla madre. Il riconoscimento pubblico non si basa solo sul suo lavoro giornalistico, ma anche sulla forza con cui ha combattuto il tumore, diventando un punto di riferimento per chi affronta malattie simili. La fondazione continua a sostenere ospedali e associazioni, mantenendo vivo il nome di Nadia attraverso progetti concreti. Così il ricordo si alimenta, grazie a persone e iniziative che portano avanti i suoi valori anche dopo la sua morte.
Le parole di Margherita offrono uno sguardo diretto sulle dinamiche personali e pubbliche legate a una giovane giornalista amata dal pubblico e dal mondo dell’informazione. La memoria di Nadia passa anche attraverso scelte difficili e silenzi inattesi, che raccontano una storia complessa, di una figura che se n’è andata troppo presto ma il cui impegno continua a fare la differenza.