Kim Kardashian ha ricevuto il DVF Awards 2025 al Teatro Goldoni di Venezia, un riconoscimento che celebra il suo lavoro sulla riforma del sistema carcerario negli Stati Uniti. La serata ha segnato un momento importante nel percorso pubblico e personale dell’imprenditrice digitale e attivista legale, soprattutto dopo la sua recente laurea in legge e il continuo impegno verso chi cerca una seconda chance. Il premio, nato dalla fondazione della stilista Diane von Furstenberg, celebra ogni anno donne che contribuiscono davvero a cambiare la società.
Dvf Awards: un premio che fa luce sulle donne che cambiano il mondo
Il DVF Awards, arrivato alla sedicesima edizione, nasce per riconoscere donne che, con coraggio e dedizione, lavorano su temi delicati come i diritti umani, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente. Diane von Furstenberg ha scelto Venezia come teatro dell’evento negli ultimi quattro anni, sottolineando il valore simbolico della città: fragile ma forte, proprio come le donne premiate.
Durante la serata, Diane ha ricordato che lo scopo è mettere sotto i riflettori non solo nomi famosi, ma anche chi lavora lontano dai riflettori, dando loro visibilità e risorse per far avanzare le loro cause. Nel 2025, oltre a Kim Kardashian, sono state premiate figure come Hanin Ahmed, attivista sudanese impegnata in aiuti umanitari in zone di conflitto; Christy Turlington Burns, che difende la salute materna nel mondo; Fany Kuiru Castro, voce della resistenza indigena in Amazzonia; e Giulia Minoli, che lotta contro la violenza di genere in Italia.
La cerimonia conferma il connubio tra moda e impegno sociale, celebrando storie di donne che affrontano battaglie difficili e spesso poco raccontate. I premi prevedono anche un sostegno economico alle organizzazioni fondate o sostenute dalle vincitrici, per garantire continuità nel tempo.
Kim Kardashian: da icona pop a protagonista della giustizia penale
Kim Kardashian è arrivata al Teatro Goldoni con un abito perla haute couture firmato Maison Margiela, un segnale chiaro della sua doppia anima, tra personaggio pubblico e attivista. Dal 2018 ha deciso di trasformare la sua fama in uno strumento concreto per difendere chi subisce ingiustizie nel sistema carcerario americano.
Nel discorso di ringraziamento ha ribadito che il suo lavoro punta a un cambiamento vero e profondo, per restituire speranza a chi ha pagato un prezzo troppo alto e aprire nuove possibilità a chi ha commesso errori. Non si tratta solo di cambiare leggi, ha spiegato, ma di salvare vite e riportare la redenzione al centro.
L’esperienza sul campo, visitando detenuti e ascoltando le loro storie, ha rafforzato il suo impegno. Ha raccontato come il caso di Chris Young, condannato due volte all’ergastolo per spaccio di droga, abbia acceso in lei una nuova determinazione. Grazie al suo intervento, Chris è stato liberato dopo 11 anni di carcere in Tennessee.
Far salire Chris sul palco per consegnarle il premio è stato un momento forte e simbolico. L’uomo ha ringraziato pubblicamente Kim, grato per la seconda opportunità ricevuta dopo tanto tempo dietro le sbarre. Il suo progetto di raccontare la sua vicenda in un libro, previsto per il 2026, dimostra come queste storie possano diventare strumenti di consapevolezza collettiva.
La svolta di Kim Kardashian nel mondo della legge e l’impegno contro la recidiva
La laurea in legge di Kim Kardashian segna un altro passo nella sua trasformazione da celebrità a operatrice della giustizia. Non si limita a fare da testimonial, ma si impegna attivamente, promuovendo iniziative, diffondendo informazioni e collaborando con realtà come l’Anti-Recidivism Coalition, che lavora per prevenire la recidiva e favorire il reinserimento degli ex detenuti.
Kim sottolinea l’importanza di un approccio umano, che riconosca il valore di ogni persona, anche di chi ha sbagliato. Parla spesso come madre, mettendo in luce il dolore delle famiglie divise da sentenze troppo dure e la necessità di riunirle. La sua presenza a Venezia è la dimostrazione di una missione che va oltre la notorietà, con l’obiettivo di incidere su un sistema giudiziario spesso rigido e poco incline alla redenzione.
Altri premiati e il focus sulla lotta alle disuguaglianze sociali
Durante la serata, il tema della trasformazione delle donne ha toccato diversi fronti. Hanin Ahmed ha raccontato la sua esperienza tra guerra e crisi, offrendo aiuti e supporto legale; Christy Turlington Burns ha richiamato l’attenzione sui rischi che corrono le madri nei paesi più poveri; Fany Kuiru Castro ha rappresentato la lotta millenaria per difendere natura e diritti dei popoli indigeni.
In Italia, Giulia Minoli ha denunciato la violenza di genere, anche quella che si manifesta online. Ha parlato del caso della pagina Facebook ‘Mia moglie’, che mostra come il sessismo digitale sia solo la punta di un problema culturale più profondo e diffuso. Secondo lei, serve una risposta collettiva per combattere una violenza che si espande da internet alla vita reale.
Questi interventi mostrano quanto siano globali queste sfide sociali, confermando il DVF Awards come uno spazio dove storie diverse si incontrano, unite dalla voglia di giustizia e dignità.
La serata veneziana si è trasformata così in un momento per riflettere su temi urgenti, mettendo in luce il ruolo di donne che scelgono di mettersi in gioco davvero, con risultati concreti dove i cambiamenti faticano ad arrivare.