Ilya Khrzhanovsky chiarisce il significato di Dau: “non è propaganda russa
Il regista Ilya Khrzhanovsky difende il suo film Dau, attualmente in concorso a Venezia, respingendo le accuse di propaganda russa e chiarendo il suo sostegno all'Ucraina.
Ilya Khrzhanovsky ha dichiarato che il suo film Dau “non è uno strumento della politica culturale dello Stato russo”, ma piuttosto una “dichiarazione artistica sulla natura del male totalitario”. Il regista ha pubblicato un lungo messaggio su Facebook in difesa della sua opera, attualmente in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, accusata dall’Ucraina di essere una forma di propaganda filo russa.
Khrzhanovsky ha ringraziato La Biennale e il direttore Alberto Barbera per il supporto ricevuto e ha ritenuto necessario rispondere pubblicamente a una dichiarazione congiunta del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina riguardo al suo film. Secondo il regista, tali accuse contengono “affermazioni fattivamente errate e distorsioni sostanziali” che creano una falsa impressione sulle origini e sul finanziamento del progetto, nonché sulla sua posizione.
Il regista ha affermato che Dau “non è un film russo” e partecipa alla Mostra come film tedesco, coprodotto con Francia e Svezia. Ha sottolineato che il finanziamento è stato ottenuto da emittenti europee e istituzioni cinematografiche, come ARTE, WDR, Swedish Film Institute e Hubert Bals Fund. Negli ultimi sette anni, non ha ricevuto finanziamenti dallo Stato russo o da società a esso legate.
Khrzhanovsky ha spiegato che il film esamina l’impatto di un sistema totalitario sulla vita privata, affrontando temi come relazioni, ambizioni e paura. Ha chiarito che Dau “non rappresenta la Russia contemporanea” e non cerca di legittimare il sistema politico attuale. Inoltre, ha affermato di non essere cittadino della Federazione Russa, avendo rinunciato alla sua cittadinanza per protestare contro la guerra della Russia contro l’Ucraina.
Il regista ha ribadito il suo sostegno all’Ucraina, citando una lettera aperta firmata nel 2014 e un appello pubblico contro la guerra, firmato il giorno dell’invasione. Ha anche menzionato che le sue attività sono considerate ostili dallo Stato russo e che i suoi film non vengono proiettati in Russia. Khrzhanovsky ha espresso il suo legame profondo con l’Ucraina, definendo la dichiarazione dei ministeri ucraini particolarmente dolorosa per lui e ha chiesto di non giudicare il film sulla base di false associazioni o ipotesi.




