Il fratello di Liliana smonta le dichiarazioni di Sebastiano: dubbi sulla scheda SD cancellata
Le ultime parole di Sebastiano non sono passate inosservate a Sergio Resinovich, fratello di Liliana, che mette in dubbio la sua versione. Al centro della polemica c’è una scheda SD della GoPro e un telefono, entrambi elementi chiave della vicenda. Questo caso spinge la nuova Procura a fare luce con un controllo più accurato.
Resinovich attacca: “È un gioco di tre carte”
Sergio Resinovich non ha usato mezzi termini per criticare Sebastiano e il modo in cui sta raccontando la storia. Parla di un vero e proprio “gioco di tre carte”, accusando il racconto di mancare di chiarezza e coerenza. Resinovich ha evidenziato diverse incongruenze senza però scendere nei dettagli, ma il messaggio è chiaro: serve trasparenza. Il suo intervento arriva in un momento delicato, quando la vicenda reclama risposte precise, anche per le conseguenze giudiziarie che si profilano all’orizzonte.
La Procura sotto i riflettori: serve un’indagine rapida e seria
Dalle parole di Resinovich emerge una grande fiducia nella nuova Procura, vista come l’unica in grado di fare chiarezza velocemente. L’urgenza è quella di un’indagine rigorosa, per mettere a fuoco responsabilità e contraddizioni. La Procura si ritrova così al centro del dibattito, chiamata a esaminare tutto: dagli oggetti materiali come la scheda SD della GoPro al telefono coinvolto. Verificare con attenzione questi elementi è fondamentale per confermare o smentire le affermazioni di Sebastiano e per dissolvere i dubbi che ancora restano.
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La scheda SD cancellata e il telefono “regalato”: i punti caldi dell’inchiesta
Il fulcro della disputa riguarda proprio la scheda SD nella GoPro di Visintin, il cui contenuto sarebbe stato cancellato con una formattazione. Resinovich ha anche parlato di un telefono dato da Sebastiano a un’amica, che risulterebbe anch’esso formattato. Se queste informazioni saranno confermate, potrebbero cambiare le carte in tavola. La cancellazione della scheda potrebbe aver eliminato dati importanti o prove decisive. Il telefono, resettato prima di essere consegnato, potrebbe contenere o meno elementi utili, ma il fatto che sia stato “pulito” solleva domande su quando e perché sia successo. Questi oggetti sono ora al centro delle indagini, e la Procura punta a capire cosa c’è davvero dietro.
Con il suo intervento, Resinovich spinge quindi a non lasciar cadere nulla e a indagare fino in fondo su ogni dettaglio. Dopo le tante versioni contrastanti, la richiesta è una sola: fare chiarezza. Sarà questo il nodo cruciale delle prossime fasi dell’inchiesta.
