Il concorso “Il + Bello d’Italia” celebra nel 2025 un percorso di quasi 50 anni, che ha modificato la percezione della bellezza maschile in Italia. Nato alla fine degli anni ’70, ha permesso a molti giovani di emergere, diventando protagonisti nel cinema, nella televisione, nella pubblicità o nello sport. L’ultima edizione ha visto la vittoria di Alessandro Cignarale, un giovane genovese il cui talento e presenza scenica hanno convinto giuria e pubblico. Confrontare immagini delle passate edizioni con la realtà attuale evidenzia il ruolo del concorso come trampolino per carriere importanti, in un paese che ha progressivamente riconosciuto il valore dei concorsi di bellezza maschile.
Il concorso Il + Bello d’Italia: un traguardo quasi cinquantennale nel panorama italiano
Il concorso “Il + Bello d’Italia” nasce nel 1979 per iniziativa di Silvio Fasano e di suo fratello Antonio. È uno degli eventi di riferimento dedicati alla bellezza maschile in Italia. All’epoca, la partecipazione maschile ai concorsi di bellezza era vista come un fenomeno marginale, spesso oggetto di scherno o di scarsa attenzione mediatica. Il concorso ha però mantenuto la sua identità e la qualità della selezione, diventando un appuntamento fisso per scoprire nuove figure destinate a diventare volti noti.
In quasi 50 anni la manifestazione ha cambiato sedi, format e giurie, ma ha sempre avuto un unico obiettivo: valorizzare volti giovani e talentuosi, pronti a costruire una carriera nello spettacolo e nella comunicazione. Una caratteristica distintiva è stata l’attenzione non solo all’aspetto fisico, ma anche alla personalità e alle capacità artistiche e comunicative dei partecipanti.
Nel tempo il concorso ha lanciato nomi come Gabriel Garko, Ettore Bassi e Beppe Convertini. Questi protagonisti del cinema e della televisione italiana hanno iniziato la loro carriera proprio da quella ribalta. Accanto a loro sono passati anche Giorgio Mastrota, Paolo Conticini, Raffaele Balzo e Vittorio Brumotti, che hanno costruito percorsi diversi, dalla pubblicità allo sport, confermando la versatilità del concorso come fucina di talenti.
Alessandro Cignarale vince il titolo 2025 con talento e presenza scenica
L’ultima edizione del concorso “Il + Bello d’Italia” si è svolta nel 2025, consacrando Alessandro Cignarale, 28enne di Genova, come nuovo vincitore. Si è distinto per un fisico armonioso e un sorriso aperto. Le sue capacità artistiche, tra cui canto e danza, hanno convinto all’unanimità la giuria, portandolo a emergere nettamente rispetto agli altri concorrenti.
Durante la serata finale, Cignarale ha dimostrato padronanza del palco. Non è stato solo l’aspetto a garantirgli il successo, ma la capacità di comunicare autenticità e freschezza. Questi elementi gli hanno assicurato il riconoscimento come nuovo volto simbolo del concorso. Il suo percorso personale aggiunge profondità a questa vittoria: dopo aver affrontato il bullismo in adolescenza, ha lavorato con determinazione per affermare il proprio valore.
Questa affermazione apre nuove prospettive non solo nel mondo della moda, ma anche in ambiti artistici più ampi, come musica e cinema. Il consenso della giuria riflette un insieme di doti concrete e un carattere che si fa spazio davanti alle telecamere o sul palcoscenico. Il suo trionfo è espressivo e comunicativo, non solo visivo.
Silvio Fasano sottolinea il valore culturale del concorso e la sua funzione di trampolino
Silvio Fasano, patron e co-fondatore del concorso “Il + Bello d’Italia”, ha commentato la vittoria di Alessandro Cignarale evidenziando il significato della manifestazione. Fasano ha sempre affrontato con chiarezza le critiche rivolte ai concorsi di bellezza maschile in Italia, spesso guardati con diffidenza o sottovalutati.
Secondo Fasano, nel nostro paese è esistito un vero tabù su queste competizioni. All’inizio si pensava fossero poco serie, quasi semplici giochi di facciata. Nel tempo “Il + Bello d’Italia” ha mostrato valori diversi. Molti protagonisti partiti da qui hanno costruito carriere solide, grazie a qualità riconosciute e a un impegno che ha superato l’aspetto estetico.
Il patron ha ribadito che il concorso non assegna il titolo solo in base all’aspetto fisico, ma seleziona persone capaci di trasmettere emozioni. La scelta del 2025, come quelle degli anni precedenti, conferma questa impostazione. “Quando scegliamo qualcuno, spesso indoviniamo,” ha detto Fasano, riferendosi al fatto che i vincitori diventano poi personaggi noti e stimati.
La storia del concorso pone attenzione alla personalità, al carisma e a un talento complesso, frutto di una combinazione tra apparenza e capacità artistiche. Questo approccio ha influenzato le decisioni della giuria.
Il + Bello d’Italia racconta l’evoluzione dei canoni della bellezza maschile in Italia
Dal 1979 a oggi, passando dalle immagini in bianco e nero degli anni ’90 fino alla recente incoronazione di Alessandro Cignarale, il concorso “Il + Bello d’Italia” riflette il cambiamento delle idee sulla bellezza maschile nel nostro paese. L’evento ha mostrato volti e storie diverse, che rispecchiano trasformazioni culturali e sociali.
La manifestazione non si limita a uno standard estetico fisso o uniforme. Oggi, più che in passato, gli italiani accolgono modelli di bellezza più articolati, che includono eleganza, espressività e varietà di talenti. L’edizione 2025 si inserisce in questa evoluzione, rappresentando un modo più ampio di intendere la figura maschile, in cui il carattere conta quanto la forma.
I vincitori degli anni passati, come Gabriel Garko o Ettore Bassi, sono ormai figure consolidate dello spettacolo. Rivedendo i loro primi passi sul palco del concorso si percepisce quel mix di inesperienza e carisma che preannunciava un successo duraturo.
La continuità con il presente, testimoniata dalla vittoria di Alessandro Cignarale, conferma che “Il + Bello d’Italia” ha saputo adattarsi ai tempi e mantenere la propria missione: scoprire e lanciare talenti, raccontando la trasformazione della bellezza maschile italiana. Da un’esperienza prevalentemente estetica a un evento che coinvolge espressioni creative e capacità comunicative, il concorso resta un punto di riferimento nel panorama nazionale.