I negozi di souvenir da non perdere secondo il Financial Times: tra artigianato, design e tradizioni nel mondo

I Negozi Di Souvenir Da Non Pe

Souvenir imperdibili nel mondo tra artigianato e design secondo il Financial Times. - Gaeta.it

Armando Proietti

31 Agosto 2025

Comprare un souvenir può diventare molto più di un semplice acquisto: un vero viaggio nella cultura e nell’artigianato locale. Il Financial Times ha scelto una serie di negozi sparsi nel mondo dove ogni oggetto racconta una storia e rispecchia l’anima del posto. Dalla Scozia al Portogallo, dalla Francia all’Italia fino al Giappone, queste botteghe dimostrano come il souvenir possa superare il ruolo di semplice gadget turistico, trasformandosi in un vero e proprio ponte con le tradizioni locali.

Scozia: The Fife Arms a Braemar, dove il souvenir è cultura autentica

Nel piccolo villaggio di Braemar, immerso nelle Highlands scozzesi, c’è The Fife Arms. Non un negozio qualunque, ma un luogo dove il souvenir prende un’altra dimensione. Qui niente articoli banali o standard: ogni pezzo parla della cultura e dell’artigianato della zona. Tra le proposte, bottiglie di whisky di malto scelte con cura e decanter realizzati con metodi tradizionali.

Le coperte in tweed e tartan, tessuti simbolo della Scozia, raccontano la storia tessile locale, mentre le canne da pesca in fibra di carbonio, decorate con tappi in sughero e un cardo – il simbolo nazionale – offrono un tocco unico. The Fife Arms è un esempio di come un negozio di souvenir possa valorizzare la cultura di un territorio, con prodotti che portano con sé storie e tradizioni secolari.

Non è un caso che qui si fermino chi vuole portare a casa qualcosa di autentico e raffinato, oggetti belli, utili e carichi di significato, che durano molto più di una semplice vacanza.

A Vida Portuguesa: il Portogallo tra arte, tradizione e vintage

A Lisbona e Porto, A Vida Portuguesa si distingue per un approccio insolito nel mondo dei souvenir. Qui si trovano prodotti che mescolano artigianato tradizionale e oggetti di uso quotidiano portoghese. Gli scaffali sono pieni di tessuti, poster d’epoca e conserve di pesce, il tutto con un’estetica rétro che richiama il passato del paese.

Questo negozio non si rivolge solo ai turisti, ma anche ai locali, offrendo oggetti dal design senza tempo che rifiutano il solito cliché del souvenir commerciale. Dietro ogni prodotto c’è una storia che parla delle radici culturali portoghesi e dell’abilità artigianale, trasformando la spesa in un’esperienza autentica e coinvolgente.

A Vida Portuguesa è un perfetto esempio di come i negozi possano diventare custodi e promotori del patrimonio culturale. Qui ogni acquisto è un modo per portare a casa un pezzo di storia portoghese, con prodotti capaci di emozionare e durare nel tempo.

Parigi: gusto, eleganza e artigianato di classe

La capitale francese offre diversi indirizzi di qualità, segnalati dal Financial Times. GiftShop, vicino al Palais-Royal, propone oggetti che celebrano la cultura parigina: dai bicchieri tipici dei bistrot ai piatti con bordi rossi, fino a coltelli artigianali firmati Le Liadou. Qui si respira lo stile di vita della città, tra gastronomia e design.

In Place Vendôme c’è Charvet, storica camiceria su misura aperta dal 1838. Qui si trovano cravatte di seta, pantofole di pelle scamosciata e altri accessori fatti a mano, punto di riferimento per chi ama la sartoria di alta gamma e l’eleganza classica.

Patrick Roger, in Boulevard Saint-Germain, è il tempio della cioccolateria di Parigi. Le sue tavolette di cioccolato e praline raggiungono livelli altissimi di artigianalità. La produzione stagionale, come le frittelle pasquali, mostra creatività e qualità, trasformando ogni prodotto in un piccolo capolavoro da gustare. Un altro buon motivo per definire Parigi la capitale del gusto raffinato e dell’arte dolciaria.

Friuli: Lis Furlanis, espadrillas tra sostenibilità e tradizione

Tra i negozi italiani spicca Lis Furlanis, a Gonars, in Friuli. Da più di dieci anni questa bottega realizza espadrillas con materiali riciclati: velluto, denim e tessuti jacquard.

Queste calzature sono un esempio concreto di come la sostenibilità possa andare a braccetto con la creatività artigianale. I modelli non piacciono solo ai turisti, ma conquistano anche chi cerca prodotti unici, che raccontano l’identità locale e il legame con il territorio.

Lis Furlanis è un laboratorio dove le tecniche tradizionali incontrano un approccio green, offrendo scarpe dal design originale con una storia da raccontare.

Ucraina: Gunia Project, tradizione e resilienza tra gioielli e ceramiche

A Kiev e Leopoli il Gunia Project ha rivoluzionato l’immagine dell’artigianato popolare ucraino, con una rivisitazione moderna delle tradizioni. Fondato da due designer, il negozio realizza gioielli fatti a mano e ceramiche con figure angeliche ispirate all’arte sacra.

I tessuti esposti riprendono motivi etnografici presi da archivi museali, dando nuova vita a disegni antichi. In tempi di guerra, il gallo è diventato simbolo di resilienza e figura ricorrente nelle creazioni del progetto.

Gunia Project fa di ogni oggetto un messaggio potente, che unisce storia e cultura in chiave moderna, avvicinando turisti e residenti a un patrimonio da conoscere e preservare.

Londra: tra musei, cravatte artigianali e botteghe storiche

La capitale britannica conferma la sua fama con souvenir di qualità in negozi unici. Al Victoria and Albert Museum, la boutique offre non solo sciarpe e gioielli di design, ma anche bottoni in ceramica fatti a mano, piccoli tesori per visitatori di ogni età.

A Covent Garden, il London Transport Museum propone gadget ispirati alla segnaletica vintage della metropolitana, un’idea che piace soprattutto a famiglie e bambini.

Drake’s, in Savile Row, è celebre per le cravatte di seta lavorate a mano, simbolo dello stile classico britannico. A Bloomsbury, botteghe storiche come L Cornelissen & Son vendono pigmenti e materiali artistici, mentre James Smith & Sons, attiva dal 1830, produce ombrelli artigianali di pregio.

Questi luoghi dimostrano come a Londra tradizione e artigianato di eccellenza camminino ancora insieme, mantenendo vivo un sapere antico nel cuore della città moderna.

Tokyo: tra cartoleria tradizionale e scrittura contemporanea

In Giappone, i souvenir puntano su due indirizzi simbolo della cartoleria. Kyukyodo, fondata nel XVII secolo e per molto tempo fornitrice della Casa Imperiale, offre incensi raffinati, biglietti augurali e ornamenti di carta fatti a mano.

Accanto a questa tradizione c’è Itoya, che con i suoi nove piani dedicati a penne, quaderni e articoli di scrittura rappresenta un modello di modernità e varietà.

Tokyo mostra così un equilibrio perfetto tra passato e presente, dove il culto della precisione e dell’estetica giapponese si esprime in negozi che raccontano una cultura con radici profonde.