Fondo Boni alla Biblioteca nazionale di Firenze: 800mila opere sul fumetto
Il 9 giugno è stata annunciata la donazione dell'archivio di Gianni Bono alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, arricchendo il patrimonio dedicato al fumetto italiano con oltre 800mila pezzi.
Il 9 giugno è stata ufficializzata la donazione dell’archivio privato di Gianni Bono alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Questa collezione rappresenta una risorsa di grande valore per il fumetto italiano, grazie alla sua ampiezza, completezza e rarità dei materiali, frutto dell’impegno di Giovanni Attilio Bono, noto editore e studioso del settore.
Una raccolta preziosa
Il Fondo Bono include una vasta gamma di materiali, tra cui periodici, collane, libri a fumetti e testi sul fumetto, sia italiani che stranieri. Inoltre, sono presenti documenti di lavorazione, sceneggiature, manoscritti, bozzetti, tavole originali e altri materiali rari legati alla storia editoriale dei principali autori e personaggi del fumetto italiano. In totale, la collezione conta oltre 800mila pezzi, alcuni dei quali già catalogati nel database Guida al fumetto italiano.
La donazione assume un’importanza particolare poiché il patrimonio viene affidato a un’istituzione pubblica legata al ministero della Cultura. La Biblioteca di Firenze già possiede una rilevante collezione di fumetti e periodici illustrati, ampliata nel tempo nonostante i danni subiti durante l’alluvione del 1966.
Prospettive future
L’acquisizione del Fondo Bono permette di arricchire ulteriormente le risorse già disponibili, garantendo una conservazione stabile e accessibile della collezione. Questo patrimonio sarà protetto dal rischio di dispersione e ne sarà assicurata la fruibilità nel tempo.
Con questa iniziativa, la Biblioteca nazionale centrale di Firenze intende posizionarsi come punto di riferimento pubblico per la conservazione, lo studio e la valorizzazione del fumetto in Italia, ponendo le basi per la creazione della Biblioteca italiana del fumetto. Il trasferimento del Fondo Gianni Bono avverrà nel corso del 2026, seguito da un’attenta catalogazione dei materiali.




