Europa protagonista nella sicurezza: dura condanna per il blocco dei visti alla delegazione palestinese all’Onu

Europa Protagonista Nella Sicu

Europa condanna il blocco dei visti alla delegazione palestinese all’Onu. - Gaeta.it

Armando Proietti

30 Agosto 2025

L’Europa sta vivendo una fase di grandi cambiamenti nella gestione della propria sicurezza. Per la prima volta, i capi di Stato maggiore europei hanno discusso in modo molto dettagliato delle garanzie da mettere in campo. Nel frattempo, cresce la protesta per il rifiuto dei visti alla delegazione palestinese chiamata a partecipare all’assemblea delle Nazioni Unite. Sottolineando quanto sia fondamentale mantenere l’Onu come un luogo di dialogo e pace. Questi temi sono emersi chiaramente durante il consiglio informale di Copenaghen, dove il ministro francese Jean-Noël Barrot ha parlato senza mezzi termini delle sfide che l’Europa e il mondo stanno affrontando.

Europa cambia marcia sulla sicurezza: impegni concreti e piani più chiari

Per la prima volta, i capi militari europei si sono seduti a un tavolo per discutere le garanzie di sicurezza con una chiarezza mai vista prima. A raccontarlo è stato proprio il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, durante l’incontro informale a Copenaghen. Ora, ha spiegato, sarà la volta dei capi di Stato a prendere in mano la questione. È un segnale chiaro: l’Europa vuole prendersi più responsabilità in materia di difesa, allontanandosi da un modello che finora si basava soprattutto su alleanze esterne.

La guerra in Ucraina spinge il continente a rivedere strategie e scelte in modo più concreto e operativo. I vertici militari europei stanno mettendo a punto piani precisi su capacità e risorse da attivare in caso di crisi. Il fatto che ora siano coinvolti direttamente i leader politici dimostra la volontà di costruire un sistema di sicurezza più unito e indipendente.

Questo passaggio rappresenta una vera svolta per la difesa europea. Vuol dire voler gestire la sicurezza con le proprie regole e rafforzare la coesione interna. Barrot ha ribadito l’impegno dell’Europa a non affidare più tutto agli altri, ma a tracciare una strada autonoma, capace di rispondere alle sfide globali e regionali che si stanno facendo sempre più pressanti.

Palestina, Onu e diplomazia: il nodo dei visti bloccati

Nel suo discorso, Barrot non ha evitato di affrontare il tema palestinese. Ha condannato con fermezza il ritiro dei visti alla delegazione palestinese che doveva partecipare all’assemblea Onu. Per lui, nonostante le tensioni e i conflitti, l’Onu deve rimanere un “santuario della pace”, un luogo dove nessuno dovrebbe subire restrizioni arbitrarie o politiche.

Il blocco dei visti ha di fatto impedito ai palestinesi di prendere parte ai forum multilaterali chiamati a discutere soluzioni per conflitti complessi come quello israelo-palestinese. Barrot ha sottolineato l’importanza di rispettare il ruolo delle Nazioni Unite e il diritto di tutte le delegazioni di partecipare. Ogni attore internazionale deve poter contribuire al dialogo e alla pace.

Questa posizione riflette la linea europea: difendere il diritto di rappresentanza e tenere aperti i canali diplomatici, anche quando le divisioni sono forti. L’intervento del ministro francese mostra come l’Europa voglia bilanciare il sostegno alle istituzioni multilaterali con la gestione di una questione mediorientale così delicata.

Sicurezza europea e transatlantica: un legame sempre più stretto su Ucraina e Medio Oriente

Barrot ha poi evidenziato quanto sia importante la collaborazione tra Europa e Stati Uniti nel gestire le crisi internazionali, in particolare per sostenere la sicurezza dell’Ucraina. Le discussioni in corso mirano a mettere a punto misure di sicurezza solide e credibili per Kiev, un elemento chiave per contenere il conflitto e mantenere l’equilibrio nella regione.

La cooperazione transatlantica non si ferma all’Europa orientale. Si estende anche al Medio Oriente, con il supporto a missioni come UNIFIL in Libano. Il governo francese ricorda che la stabilità in quella zona ha riflessi diretti sulla sicurezza europea. Insomma, gli scenari globali sono tutti intrecciati.

Questo mix di azioni militari, diplomatiche e politiche mostra un’Europa che vuole coniugare i propri interessi di sicurezza con l’impegno per mantenere un ordine internazionale stabile. Barrot ha ribadito che la sicurezza europea passa anche dalla solidarietà e dal dialogo con i partner transatlantici, tenendo d’occhio crisi lontane ma che hanno un impatto diretto sul continente.

L’aumento dei compiti che l’Europa si assume, sia nella difesa che nei tavoli internazionali, segna un cambio di prospettiva nel modo di affrontare le sfide globali. La politica estera francese, attraverso le parole di Barrot, lancia un messaggio chiaro: l’Europa vuole essere protagonista attiva e responsabile, anche nei contesti multilaterali più delicati come l’Onu.