Custodia delle chiese di Roma, la Basilica di San Vitale apre la strada al reinserimento sociale

Custodia delle chiese di Roma, la Basilica di San Vitale apre la strada al reinserimento sociale
Custodia delle chiese di Roma, la Basilica di San Vitale apre la strada al reinserimento sociale
· 4 min di lettura
Emiliano Belmonte

di Emiliano Belmonte

Firmata la convenzione tra Tribunale Ordinario di Roma e Prefettura: il progetto pilota con il Fondo Edifici di Culto trasforma la “messa alla prova” in un’opportunità concreta di recupero, tutela del patrimonio e responsabilità sociale.

ROMA – La tutela delle chiese di Roma diventa uno strumento di inclusione e riscatto. Con la firma della convenzione tra il Tribunale Ordinario di Roma e la Prefettura prende ufficialmente il via un progetto che affianca la salvaguardia del patrimonio storico e religioso ai percorsi di reinserimento previsti dalla “messa alla prova”. Il primo esperimento sarà avviato nella Basilica Imperiale Paleocristiana dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio al Quirinale, destinata a diventare il centro operativo di un modello che potrebbe essere esteso in tutta Italia.

L’iniziativa rappresenta una nuova forma di collaborazione tra istituzioni pubbliche, amministrazione ecclesiastica e terzo settore, con l’obiettivo di trasformare i lavori di pubblica utilità in un’occasione concreta di responsabilizzazione per le persone coinvolte e, allo stesso tempo, garantire una maggiore cura dei beni culturali affidati al Fondo Edifici di Culto.

L’accordo tra Tribunale, Prefettura e Ministeri

La convenzione è stata sottoscritta dal presidente del Tribunale Ordinario di Roma, Lorenzo Pontecorvo, e dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, consolidando la collaborazione tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno, attraverso il Fondo Edifici di Culto, e l’Autorità Giudiziaria.

L’accordo dà attuazione ai principi previsti dagli articoli 168-bis del Codice Penale e 464-bis del Codice di Procedura Penale, che disciplinano l’istituto della messa alla prova, puntando sulla giustizia riparativa e sul reinserimento sociale attraverso attività di pubblica utilità.

La Basilica di San Vitale diventa il centro del progetto pilota

L’organizzazione del progetto nasce dall’intesa sottoscritta tra il parroco della Basilica di San Vitale, don Elio Lops, e il magister dell’Associazione Templari Oggi APS, Mauro Giorgio Ferretti, individuata dal Ministero della Giustizia come soggetto incaricato di affiancare l’amministrazione ecclesiastica nella gestione operativa.

La Basilica assumerà il ruolo di sede di coordinamento delle Chiese Rettorie appartenenti al Fondo Edifici di Culto presenti sul territorio romano, diventando il punto di riferimento per la gestione dei programmi di messa alla prova e per l’organizzazione delle attività affidate ai partecipanti.

Don Elio Lops: “Un progetto che valorizza il patrimonio e la persona”

Commentando l’avvio dell’iniziativa, il parroco don Elio Lops ha evidenziato il valore sociale del progetto.

“La Basilica di San Vitale è particolarmente lieta di aver accolto l’indicazione del Ministero della Giustizia. Una scelta che trova il proprio fondamento nella consolidata esperienza maturata dall’Associazione nel servizio prestato a favore della tutela, della fruibilità, dell’accoglienza e del decoro di numerose chiese italiane. Un patrimonio di competenze che oggi viene posto al servizio di un progetto capace di coniugare giustizia riparativa, valorizzazione del patrimonio culturale e responsabilità sociale.”

Le parole del parroco sintetizzano lo spirito della convenzione, che punta a coniugare la tutela dei luoghi di culto con la possibilità di offrire un percorso concreto di recupero a chi è chiamato a svolgere lavori di pubblica utilità.

Il ruolo dei Templari nella gestione operativa

L’Associazione Templari Oggi APS avrà il compito di coordinare le attività quotidiane legate alla messa alla prova, mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni nella custodia delle chiese, nell’accoglienza dei fedeli e dei visitatori e nella valorizzazione del patrimonio religioso.

Le persone ammesse ai programmi predisposti dall’Autorità Giudiziaria e dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna saranno impiegate in attività dedicate alla manutenzione degli immobili, alla tutela del patrimonio storico-artistico e al supporto dell’accoglienza, contribuendo concretamente alla conservazione delle chiese del Fondo Edifici di Culto.

Operativo dal primo agosto

Il progetto, sostenuto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, è diventato operativo con la firma della convenzione avvenuta il 18 luglio 2026, dopo la presentazione ufficiale del 19 giugno 2026, in occasione del 1624° anniversario della dedicazione della Basilica di San Vitale.

L’avvio delle attività è previsto per il 1° agosto 2026. Da quella data la custodia delle chiese di Roma non rappresenterà soltanto un servizio di tutela del patrimonio culturale e religioso, ma diventerà anche uno strumento concreto di giustizia riparativa, capace di trasformare il tempo della pena in un’opportunità di crescita personale e di restituzione alla collettività.

Emiliano Belmonte