Colpi in aria nel Rione Villa a Napoli Est: nuova “stesa” della faida tra Clan Rinaldi e Mazzarella

Colpi In Aria Nel Rione Villa

Sparatoria nel Rione Villa, tensione tra Clan Rinaldi e Mazzarella. - Gaeta.it

Marco Mintillo

29 Agosto 2025

Un episodio legato alla continua faida tra clan della camorra ha animato ieri sera il Rione Villa, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli Est. Poco dopo le 19, due uomini in scooter hanno sparato in aria in via Ravello, riaffermando con una “stesa” un clima di intimidazione che resiste da decenni tra le famiglie criminali in lotta per il controllo del territorio.

La sparatoria in Via Ravello: modalità e contesto

Ieri sera, in via Ravello, due persone su uno scooter hanno aperto il fuoco sparando tre colpi in aria. Si è trattato di un gesto rituale, senza bersagli specifici né feriti, realizzato con modalità ben conosciute dagli inquirenti. Il passeggero dello scooter ha estratto la pistola e ha fatto fuoco verso l’alto prima che il mezzo si allontanasse rapidamente nei vicoli circostanti.

La scena conferma la pratica della “stesa”, un metodo tipico della criminalità organizzata per diffondere un messaggio intimidatorio sul territorio senza provocare vittime dirette o danni evidenti. Gli investigatori considerano chiaro il riferimento a un segnale rivolto al clan Rinaldi, il gruppo di origine che tradizionalmente detiene il controllo in quella zona. Questa azione, priva di obiettivi precisi ma diretta a riaffermare il dominio sul territorio, mostra come la tensione tra le fazioni rimanga molto alta.

Sono intervenuti sul posto il commissariato San Giovanni-Barra e la Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nella raccolta di testimonianze tra i residenti. Le dichiarazioni raccolte appaiono frammentarie e confuse, confermando tuttavia il clima di paura che grava da tempo sui quartieri interessati. Le immagini catturate dalle videocamere di sicurezza non hanno fornito riprese della sparatoria, lasciando agli investigatori il compito di ricostruire la dinamica dai frammenti raccolti.

La faida storica tra Clan Rinaldi e Mazzarella a Napoli Est

Il colpo in aria di ieri si inserisce in un conflitto antico e persistente tra i clan Rinaldi e Mazzarella, che si fronteggiano da oltre quaranta anni nella zona di Napoli Est. Questa faida, caratterizzata da decine di episodi violenti e vittime, è divenuta il fulcro delle dinamiche criminali nel Rione Villa e nei quartieri limitrofi.

Il clan Rinaldi regge storicamente il controllo sulle piazze di spaccio e sull’area di San Giovanni a Teduccio, mentre i Mazzarella continuano ad essere protagonisti, nonostante l’arresto di molti esponenti di rilievo degli ultimi anni. I due gruppi agiscono all’interno di una geografia criminale dove la competizione è costante e spesso sfocia in azioni violente e iniziative intimidatorie come quella della “stesa”.

La rivalità tra queste due organizzazioni ha determinato un equilibrio fragile, spesso spezzato da nuove violenze e da modi diversi di affermare potere sul territorio. Le “stese” sono uno dei mezzi preferiti per riaffermare zone di influenza, tenendo sotto pressione l’avversario e mantenendo il controllo sulle attività illegali, in primis il traffico di droga.

Salvatore D’Amico “O’ Pirata”: la regia della nuova fase del conflitto

Nel recente mutare degli assetti criminali di Napoli Est, emerge la figura di Salvatore D’Amico, detto “o’ Pirata”, considerato il referente chiave del clan Mazzarella nella gestione delle piazze di spaccio e del controllo di via Nuova Villa. La sua presenza e le sue strategie hanno inciso sulle dinamiche di potere, influenzando le modalità con cui il clan Mazzarella gestisce il conflitto con gli avversari.

D’Amico appare come un regista delle azioni intimidatorie, compresa la “stesa” di ieri, che oltre a segnare il terreno conteso rappresentano una forma di pressione psicologica verso i rivali. La sua leadership mostra come, nonostante gli interventi delle forze dell’ordine, la struttura organizzativa mantenga una forte presenza e continui a operare con metodi consolidati per difendere e ampliare il proprio dominio.

Il controllo delle aree di spaccio che fanno da base economica al clan è al centro della tensione tra gruppi rivali. Nel quartiere, la convivenza forzata tra queste realtà criminali provoca un clima di insicurezza per la popolazione, sempre più spesso coinvolta o vittima indiretta degli scontri.

La “stesa” come strumento di intimidazione nel conflitto di camorra

Le “stese” rappresentano l’aspetto espressivo più visibile delle lotte interne alla camorra a Napoli Est. Si tratta di azioni che consistono nel sparare colpi in aria con pistole o fucili, per mandare messaggi precisi che senza colpire direttamente persone o cose confermano l’esistenza di un controllo criminale attivo.

Questi episodi sono diventati più frequenti negli ultimi anni e contribuiscono a creare un clima di paura permanente tra gli abitanti delle zone coinvolte. Le “stese” non hanno l’obiettivo immediato di causare vittime, ma sanciscono una presenza e un dominio che non ammettono interferenze.

L’uso di questo rituale intimidatorio indica che l’egemonia territoriale non è chiara o stabile, e che i clan cercano di ribadire ogni volta la propria forza in un ambiente dove la convivenza tra gruppi è impossibile. I residenti, testimoni indiretti delle azioni, vivono un costante stato di allerta alle tensioni che agitano quartieri come il Rione Villa.

Le forze dell’ordine ormai assistono periodicamente a questo tipo di azioni, che segnalano come la camorra a Napoli Est rimanga radicata e reattiva a fronte di qualsiasi tentativo di controllo legale della zona.

L’ultima “stesa” di via Ravello sancisce ancora una volta un momento di tensione in una guerra di camorra che continua a segnare profondamente la vita quotidiana nel quartiere.