“Cicerone e il tempio di Apollo: un viaggio nel passato di Formia sulla spiaggia di Vindicio”

22Cicerone E Il Tempio Di Apoll 1 22Cicerone E Il Tempio Di Apoll 1
"Cicerone e il tempio di Apollo: un viaggio nel passato di Formia sulla spiaggia di Vindicio" - gaeta.it

La suggestiva ipotesi di un tempio dedicato ad Apollo a Formia

L’architetto Salvatore Ciccone ha lanciato un’interessante ipotesi riguardo alla presenza di un tempio dedicato ad Apollo nell’antica Hormiae, situata sulla spiaggia di Vindicio a Formia. Secondo Ciccone, questo tempio potrebbe essere stato raggiunto dalla “Torre” e dalla “Tomba di Cicerone” attraverso un viottolo largo circa due metri e 20 centimetri, che incrociava la via litorale tracciata nel 184 a.C. da Lucio Valerio Flacco. Questo viottolo collegava due ville di proprietà di Marco Tullio Cicerone, l’illustre oratore, avvocato e filosofo di Arpino.

Secondo Ciccone, la villa formiana di Cicerone si trovava in prossimità di un tempio ad Apollo, “affacciato sul mare”, colpito da un fulmine nel 182 a.C. e situato nel territorio di Formia presso “Cajeta”. Secondo il racconto di Plutarco, dei corvi si alzarono da quel tempio per posarsi sull’albero della nave di Cicerone, costretta dal mare in tempesta a cercare rifugio lungo la costa.

Il toponimo “Vindicio”, che si trova nella forma più antica “vindici”, potrebbe essere collegato a Vindex, il luogo della vendetta di Marco Antonio, o a una proprietà di Caio Giulio Vindice. Tuttavia, il termine potrebbe anche significare “salvatore”, uno dei possibili epiteti di Apollo. Pertanto, vindici potrebbe essere considerato come il dativo in latino, “al salvatore”, con un valore locativo o dedicativo in riferimento al tempio, che dominava su questo tratto di mare sotto la protezione del dio.

I resti strutturali di questo tempio sono stati erosi dal mare nel corso degli anni, ma sono stati visibili in passato. Durante il ripascimento della spiaggia di Vindicio, le strutture sono state insabbiate e parte delle antiche testimonianze è stata nascosta dai recenti lavori di ampliamento del lungomare da parte del comune di Formia.

La platea e le strutture sostruttive della villa di Cicerone

La platea, situata vicino alla villa di Cicerone, è di forma rettangolare e misura circa 11 metri di lato dalla strada e almeno 25 metri sul fronte mare, con un’altezza di circa due metri dal lido. È delimitata da tratti di muro in “opus reticulatum” di fine Repubblica o età augustea, su una fondazione cementizia che ne testimonia la massima dimensione.

La platea si trova centrata rispetto a una viuzza di antica presenza, parallela a 100 metri oltre l’altra delle ville e del sepolcro, fino all’Appia. Secondo l’architetto Ciccone, questa disposizione potrebbe indicare la presenza di un tempio di forma circolare. Durante i lavori di ampliamento del lungomare, sono state demolite le caratteristiche spallette con copertura “a bauletto” di cocciopesto, ma sono state portate alla luce le strutture sostruttive cementizie della via romana e i resti di vasche ornate, corrispondenti alla base della villa con nicchie.

Ciccone sostiene che queste vasche non erano attraversate da una strada, ma potrebbero essere state utilizzate per monumentalizzare un tratto della strada collegato al “Formianum”, la villa di Cicerone. Secondo lo storico, un tratto di più di 80 metri della via Appia venne posto in piano per il recinto del sepolcro di Cicerone, un intervento che non poteva essere eseguito per scopi privati.

La necessità di riconoscere e valorizzare le testimonianze storiche

L’architetto Salvatore Ciccone sottolinea l’importanza di riconoscere e valorizzare le testimonianze storiche presenti nel sito di Formia. Nonostante la polemica sulla mancata commemorazione di Marco Tullio Cicerone da parte del comune di Formia, Ciccone invita a considerare l’importanza di questo luogo, dove si è svolto uno degli episodi storici più noti e cruciali della storia di Roma e della cultura occidentale.

Ciccone auspica che le testimonianze di quel periodo possano essere riconosciute e valorizzate, nonostante le difficoltà legate ai recenti lavori di ampliamento del lungomare. È importante preservare e studiare questi resti archeologici per comprendere meglio la storia di Formia e la vita di personaggi illustri come Marco Tullio Cicerone.

Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *