Caldo record: i terreni biodinamici accumulano 20 volte più acqua
I suoli biodinamici possono trattenere fino a venti volte più acqua rispetto a quelli senza sostanza organica, secondo Demeter Italia, che evidenzia la loro importanza per affrontare i cambiamenti climatici.
I suoli trattati con metodi biodinamici sono in grado di trattenere fino a venti volte più acqua rispetto a quelli privi di sostanza organica. Questo dato è stato fornito da Demeter Italia, un’associazione che rappresenta produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici. L’analisi è stata proposta in risposta all’ondata di calore recente, caratterizzata da temperature record e preoccupazioni nel settore agricolo per i danni alle coltivazioni.
Demeter Italia sottolinea l’importanza dell’agricoltura biodinamica come soluzione concreta e supportata da evidenze scientifiche per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. L’associazione spiega che un terreno gestito secondo il metodo biodinamico, tramite l’impiego di compost, sovesci multispecie e preparati specifici, sviluppa nel tempo una struttura ricca di humus, capace di assorbire e trattenere acqua in quantità significativamente maggiore rispetto a terreni meno fertili.
Secondo Demeter, un suolo biodinamico agisce come una spugna, accumulando acqua quando è disponibile e rilasciandola gradualmente alle colture durante i periodi di siccità. L’associazione fa riferimento a oltre quarantacinque anni di ricerca internazionale per avvalorare queste affermazioni, citando in particolare lo studio Dok Trial condotto in Svizzera da Fibl e Agroscope dal 1978, documentato in oltre 130 pubblicazioni. Questo studio evidenzia come i suoli biodinamici presentino una maggiore stabilità degli aggregati, un contenuto superiore di carbonio organico e una più intensa attività microbica, tutte caratteristiche che migliorano la struttura del terreno e favoriscono l’infiltrazione e la conservazione dell’acqua.
La capacità di mantenere l’acqua disponibile per le piante durante i periodi di scarsità idrica rappresenta un aspetto cruciale per la resilienza delle coltivazioni in un contesto climatico sempre più sfidante.
Fonte: www.ansa.it




