Brio – azienda specializzata nell’ortofrutta biologica e parte del Gruppo Alegra – ha chiuso l’esercizio 2024/2025 con un fatturato di 67,3 milioni di euro, segnando un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Questo risultato assume ulteriore rilievo se si considera la stagnazione dei consumi biologici in Italia. L’azienda ha consolidato la propria posizione grazie a un’offerta di qualità, servizi dedicati e una riorganizzazione interna che coinvolge strategie commerciali e collaborazioni strategiche.
Crescita record di brio in un mercato biologico italiano fermo e senza slanci
Nel 2024/2025 Brio ha registrato un incremento del 21% nel proprio fatturato, arrivando a quota 67,3 milioni di euro, un dato ben al di sopra della media del mercato italiano del biologico, che resta sostanzialmente stabile senza segnali di espansione importanti. Il presidente Gianni Amidei ha sottolineato come questa crescita non sia solo numerica, ma rappresenti un allargamento delle quote di mercato della società, elemento che distingue Brio dagli altri concorrenti in difficoltà.
L’azienda ha puntato su una gamma vasta e assortita di prodotti biologici, unita a un forte impegno sul fronte della qualità e dell’efficienza del servizio. Inoltre, ha investito in una profonda riorganizzazione interna che ha coinvolto il personale, la definizione di nuove strategie commerciali e una scelta oculata dei partner. Secondo Amidei questi fattori sono alla base del successo ottenuto, che nonostante la stagnazione del settore segnala una capacità di adattamento e di consolidamento rara oggi.
Il contesto generale del biologico in Italia si caratterizza per una sostanziale stabilità nei consumi e, in alcuni casi, per un ritorno al prodotto convenzionale da parte di alcune realtà. Brio ha invece saputo costruire una reputazione fondata sulla coerenza e sull’affidabilità, elementi che il mercato e i clienti stanno premiando con un aumento costante delle richieste. Questa strategia ha permeato tutte le scelte aziendali recenti, creando un’identità solida nel panorama dell’ortofrutta biologica.
Rinnovamento delle cariche sociali e nuovi equilibri di leadership in brio
Oltre all’approvazione unanime del bilancio 2024/2025 nel corso dell’assemblea del 26 agosto, Brio ha ufficializzato il rinnovo del proprio consiglio di amministrazione. Il presidente Gianni Amidei è stato confermato per un ulteriore mandato triennale, a fianco di un nuovo vicepresidente, Aristide Castellari, attualmente presidente della cooperativa Agrintesa.
La scelta di Castellari rappresenta un elemento significativo per la futura gestione dell’azienda. La sua esperienza nella cooperazione agricola e nel settore biologico dovrebbe supportare Brio nelle sfide che l’attendono. Il presidente Amidei ha ringraziato il vicepresidente uscente Albino Migliorini, che ha svolto un ruolo centrale a sostegno della crescita aziendale negli anni scorsi, definendolo «una fonte inesauribile di impegno e supporto».
Il rinnovamento riflette la volontà di mantenere una governance stabile, ma anche di aprire a nuovi contributi e competenze, fondamentali per affrontare le trasformazioni di un mercato complesso e per consolidare ulteriormente la posizione di Brio nel segmento dell’ortofrutta biologica.
L’export traina la crescita e la partnership con alce nero rafforza la posizione commerciale
La crescita del 21% del fatturato è stata alimentata soprattutto dall’espansione verso i mercati esteri, che oggi valgono più della metà del volume d’affari complessivo di Brio. Questo movimento si è affiancato a una solidificazione della posizione nel mercato interno, nonostante la stagnazione generale. Il responsabile commerciale Mauro Laghi ha spiegato come l’azienda abbia beneficiato del ritiro da parte di concorrenti che avevano scommesso sul bio in anni di boom e che ora ritornano al convenzionale.
Brio, invece, ha mantenuto un posizionamento chiaro e ha guadagnato fiducia grazie a un’offerta valutata affidabile da parte dei clienti. Questo ha permesso di conquistare nuove quote anche in un mercato difficile, facendo della coerenza e della solidità due punti fermi della propria strategia.
Altro elemento chiave è stata la collaborazione con il marchio Alce Nero, storico nome del biologico italiano. Brio è partner per la fornitura di ortofrutta di prima gamma e questa alleanza ha portato a un rafforzamento del valore percepito dagli stessi distributori della grande e media Distribuzione Organizzata. Alce Nero offre alle insegne un brand riconosciuto, capace di sostenere progetti di private label biologica in un mercato che sta arretrando rispetto agli anni delle crescite a doppia cifra. Questa collaborazione ha contribuito a raddoppiare il valore del bilancio relativo alla partnership in pochi anni.
Brio punta sulla ristorazione collettiva per ampliare il canale bio in Italia
Il 2024/2025 ha visto Brio intensificare il proprio impegno nel canale della ristorazione collettiva, un settore composto da scuole, ospedali, mense aziendali e strutture private. Questo segmento si presenta come un’opportunità di crescita per il biologico in Italia e Brio intende presidiare con maggiore efficacia tali spazi.
Attualmente l’azienda è già presente nelle mense scolastiche, soprattutto al nord, dove si registrano margini di sviluppo significativi. Si guardano poi con interesse altri contesti come ospedali e mense aziendali, in cui il prodotto biologico rimane quasi assente. La filiera cortissima di Brio – dal campo direttamente al piatto – consente di garantire sicurezza e tracciabilità, fondamentali per questi clienti. Offre anche la possibilità di valorizzare prodotti per qualità reale, senza privilegiare l’apparenza estetica, un aspetto rilevante in contesti di ristorazione collettiva.
Il potenziamento di questo canale si inserisce in una strategia di allargamento delle fonti di fatturato, sfruttando nicchie ancora poco presidiate ma con potenziale rilevante, per consolidare e diversificare la presenza del biologico sul territorio italiano.