Beatrice Tassone: dona i suoi capelli ai malati di tumore per sostenere chi lotta contro la malattia

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Beatrice Tassone dona i capelli per sostenere i malati di tumore. - Gaeta.it

Sara Gatti

29 Agosto 2025

La storia di Beatrice Tassone, giovane fumettista e attivista di Cologno Monzese, racconta un gesto semplice ma pieno di significato. A soli 21 anni, ha deciso di tagliare e donare i suoi capelli a chi sta affrontando il tumore e le difficoltà legate alle terapie oncologiche. Un atto concreto che si affianca al suo impegno nel sensibilizzare la società attraverso il fumetto, uno strumento che usa per raccontare storie di marginalità e malattia.

Donare i capelli: un gesto concreto per chi combatte contro il cancro

Beatrice ha scelto di tagliare i suoi capelli lunghi, che un tempo le arrivavano a metà schiena, per donarli a chi sta affrontando il tumore. Non è solo un gesto simbolico: quei capelli serviranno a realizzare parrucche per chi perde i propri a causa delle terapie. Un effetto collaterale comune, ma spesso difficile da accettare. In Italia, molte associazioni raccolgono capelli per confezionare queste parrucche gratuitamente, offrendo un supporto che va ben oltre la cura medica.

Questo tipo di donazione, diffusa anche in altre parti del mondo, vuole ridare un po’ di normalità e autostima a chi sta vivendo un momento difficile. Le parrucche non sono solo estetica: aiutano a lenire l’impatto emotivo della perdita dei capelli, che per molti pazienti è una delle conseguenze più evidenti e pesanti della malattia. L’iniziativa di Beatrice si inserisce proprio in questo contesto, portando solidarietà e conforto a chi ne ha bisogno.

Strutture come il Policlinico di Sant’Orsola IRCCS collaborano attivamente a progetti di assistenza e ricerca, consapevoli dell’importanza di supportare il paziente a tutto tondo, anche dal punto di vista psicologico e sociale. La donazione dei capelli da parte di giovani come Beatrice aiuta a tenere viva questa rete di aiuto e impegno.

Il fumetto che dà voce a chi spesso resta invisibile

Oltre alla donazione, Beatrice è conosciuta per il suo manga “Essere Bea“, dove racconta le sfide di una persona con autismo e albinismo. Con il fumetto, riesce a far capire meglio condizioni poco note o spesso fraintese. È un modo forte e immediato per dare spazio a chi vive situazioni di marginalità, per far sentire la propria voce.

L’uso del fumetto e delle arti visive per parlare di disabilità e malattie è sempre più diffuso. Questi mezzi arrivano facilmente, soprattutto ai più giovani, grazie alla loro capacità di coinvolgere e creare empatia. Opere come “Essere Bea” aiutano a sfatare pregiudizi e a far partire conversazioni importanti, promuovendo inclusione e comprensione.

Beatrice usa il suo talento artistico come forma di attivismo, affrontando temi sociali con un approccio diretto e personale. Così il suo lavoro non è solo intrattenimento, ma diventa occasione per riflettere e coinvolgere.

Giovani in prima linea nel volontariato e nell’impegno sociale

Beatrice è un esempio chiaro di come i giovani siano sempre più protagonisti nel volontariato e nell’impegno civico, mettendo insieme passioni e azioni concrete. A 21 anni, con il doppio ruolo di fumettista e attivista, dimostra che la voglia di partecipare non è una questione di età.

Il modo in cui i giovani si impegnano oggi è cambiato, anche grazie ai social e al digitale, che permettono di condividere idee, organizzare iniziative e sensibilizzare un pubblico vasto in tempi rapidi. L’energia giovanile porta spesso idee fresche e dirette, capaci di fare la differenza anche in ambiti tradizionalmente complessi.

La scelta di Beatrice di donare i suoi capelli si inserisce proprio in questo scenario, mostrando come un gesto personale possa trasformarsi in un aiuto concreto per migliorare la vita di altri. Un modo per restituire qualcosa alla comunità, un piccolo sforzo quotidiano che parla di connessione e responsabilità collettiva.