Alberto Barbera difende Dau: il film di un dissidente russo in concorso alla Biennale di Venezia

Alberto Barbera difende Dau: il film di un dissidente russo in concorso alla Biennale di Venezia
Foto: www.ansa.it
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di Redazione Gaeta.it

Alberto Barbera, direttore della Mostra del cinema di Venezia, ha difeso il film "Dau" contro le polemiche, sottolineando la sua denuncia dei regimi totalitari e l'autonomia della Biennale.

Alberto Barbera, direttore della Mostra del cinema di Venezia, ha espresso la sua posizione su Instagram riguardo alle polemiche che circondano la presenza in concorso del film Dau, diretto da Ilya Khrzhanovsky. Barbera ha sottolineato che, nonostante la grave situazione in Ucraina, costruire accuse basate su menzogne per attaccare la Biennale e il film è un atto inaccettabile.

Il direttore ha chiarito che Dau non deve essere considerato un film russo né un’opera di propaganda filoputiniana. Ha descritto il film come una denuncia dei regimi totalitari e delle loro intrusioni nella vita dei cittadini, sottolineando che Khrzhanovsky è un dissidente russo perseguitato dal regime e che ha sempre opposto resistenza all’invasione russa dell’Ucraina.

Barbera ha poi sollevato interrogativi sul motivo per cui il film stia subendo attacchi da parte di chi non lo ha nemmeno visto. Ha difeso la Biennale di Venezia, definendola uno dei pochi luoghi al mondo che continua a sostenere la libertà di espressione, indipendentemente dalla provenienza geografica e dalla nazionalità. Ha concluso esortando a proteggere l’autonomia e la libertà dell’istituzione.

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