Accesso A Medicina, cambia tutto: 53.825 iscritti per il nuovo semestre aperto

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Accessi record a Medicina: oltre 53.000 iscritti nel nuovo semestre - Gaeta.it

Elisabetta Cina

31 Agosto 2025

Dal 1° settembre 2025 l’ingresso a Medicina e Chirurgia in Italia non passerà più dal classico test d’ingresso. Al suo posto, gli aspiranti medici dovranno superare tre esami – Chimica, Fisica e Biologia – durante un semestre aperto, per raccogliere 18 crediti formativi. Per questa prima edizione si sono iscritti in 53.825, con una netta maggioranza di donne. Le prove si svolgeranno in modo sincronizzato in tutte le università, con due appelli previsti a fine novembre e inizio dicembre.

Addio Test D’Ingresso, benvenuto semestre aperto: quanti sono i nuovi iscritti

Da domani parte una nuova strada per entrare a Medicina. Niente più test d’ingresso: ora il percorso è un semestre aperto durante il quale gli studenti devono sostenere esami in Chimica, Fisica e Biologia. Per andare avanti, serve superare tutte e tre le prove con almeno 18/30, totalizzando 18 crediti. L’idea è mettere alla prova la preparazione in modo più solido, verificando la reale capacità di affrontare materie chiave.

Gli iscritti sono 53.825, una cifra che resta piuttosto vicina a quella degli anni passati, quando c’era il test. A luglio 2024, per esempio, i candidati erano poco sotto quota 57 mila. Insomma, la novità non ha fatto impennare le iscrizioni. Probabilmente molti hanno riflettuto sull’impegno richiesto e sul rischio di dover ripetere esami impegnativi in poco tempo.

Un dato interessante riguarda la composizione: il 70% degli iscritti sono ragazze, confermando una tendenza ormai consolidata nelle facoltà di Medicina. Le università con più iscritti restano le solite: Sapienza di Roma guida con 4.810 iscritti, seguita da Federico II di Napoli , Bologna , Padova e Torino . Questi atenei continuano a essere i punti di riferimento per chi sogna di diventare medico.

Come si svolgono gli esami: prove nazionali, stesse date in tutta Italia

Il nuovo sistema prevede che la selezione avvenga durante gli esami del semestre aperto. Le prove sono simultanee in tutte le università e durano 45 minuti ciascuna. Domande a scelta multipla e a completamento per testare la conoscenza in Chimica, Fisica e Biologia.

Per ogni materia ci sono due appelli: il primo il 20 novembre, il secondo il 10 dicembre 2025. Così chi non passa la prima volta ha una seconda chance. Chi non supera tutti e tre gli esami con almeno 18/30 rischia di non poter accedere al secondo semestre di Medicina.

In alternativa, chi non ce la fa può iscriversi a corsi affini e far valere i crediti ottenuti nel semestre aperto. Alcune università, come Padova, hanno scelto di tenere queste lezioni esclusivamente online, per agevolare chi arriva da fuori città e ridurre spostamenti.

Questa formula sposta la selezione lungo tutto il semestre, non si basa più su un unico test, ma richiede una preparazione costante e la capacità di affrontare esami durante il percorso. Probabilmente è anche questo il motivo per cui non si è visto un boom di iscrizioni dopo l’abolizione del test tradizionale.

Nessun boom di iscritti: il nuovo sistema frena le adesioni

Nonostante l’eliminazione del test d’ingresso, non c’è stato un aumento significativo degli iscritti. A luglio scorso, con il vecchio sistema, i candidati erano poco meno di 57 mila. Quest’anno, con il semestre aperto, gli iscritti sono 53.825. Un segnale che le aspettative andavano riviste.

Molti studenti avranno esitato davanti alla prospettiva di affrontare tre esami impegnativi in pochi mesi. Un percorso più lungo e selettivo, distribuito nel tempo, che richiede continuità e impegno. Alcuni potrebbero aver scelto altri corsi o preferito aspettare prima di affrontare questo nuovo sistema.

Il modello è pensato per alleggerire la pressione di un unico test e valutare le competenze in modo più graduale. L’obiettivo è capire se lo studente ha davvero le basi, spostando l’attenzione dai quiz a risposta multipla a una valutazione più sostanziale. Quanto funzionerà lo si vedrà col tempo, ma per ora i numeri raccontano di una prudenza diffusa tra chi vuole diventare medico.