Francesco Guccini ci lascia: il Maestrone della musica italiana aveva 86 anni
Francesco Guccini, cantautore e scrittore, è scomparso a 86 anni nella sua Pavana. Il suo ultimo libro, 'Calde le pere!', sarà pubblicato postumo a settembre.
“Le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose.” Questa frase proviene dall’ultima opera di Francesco Guccini, un libro intitolato ‘Calde le pere!’, che sarà pubblicato postumo a settembre per Giunti, progetto a cui ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita.
L’ultima apparizione pubblica di Guccini risale a maggio, quando ha partecipato ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, nella mostra ‘Canterò soltanto il tempo’, allestita fino al 18 ottobre presso lo Spazio Gerra. Il titolo dell’esposizione è tratto da un verso di ‘Il Tema’ (1970) e riflette uno dei temi centrali della sua poetica, ovvero il legame tra parola, memoria e il trascorrere del tempo. Guccini, affettuosamente soprannominato ‘il Maestrone’, è deceduto a 86 anni nella sua Pavana, circondato dall’amore della moglie Raffaella, della figlia Teresa e di altri familiari. I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma privata, mentre una cerimonia commemorativa è prevista per settembre.
<pCantautore, scrittore e, occasionalmente, attore, Guccini è stato candidato al Premio Campiello nel 2020 con ‘Tralummescuro’. Ha rappresentato un punto di riferimento culturale in un periodo in cui si avverte la mancanza di figure emblematiche. La sua carriera musicale è iniziata con riluttanza, prima come autore per Caterina Caselli e i gruppi Beat, come Equipe 84 e Nomadi, che hanno lanciato brani come “Auschwitz” e “Dio è morto”. A partire dagli anni ’70, è diventato uno dei protagonisti più amati della canzone d’autore italiana, grazie anche a concerti che univano musica e narrazione.
Tra le sue canzoni più celebri figurano “La locomotiva”, “Piccola città” e “L’avvelenata”, che nel corso degli anni sono diventate inni collettivi. Memorabile è stato il concerto del 21 giugno 1984 in piazza Maggiore a Bologna, per celebrare i suoi 40 anni di carriera, dove si sono esibiti artisti del calibro di Lucio Dalla e Claudio Lolli. Quarant’anni dopo, Guccini ha ripercorso quei momenti in un concerto intitolato ‘Fra la via Emilia e il West’, richiamando alla mente ricordi di una sorta di “piccola Woodstock italiana”.
La figura di Guccini, spesso associata a un’immagine stereotipata, in realtà cela una complessità artistica che abbraccia influenze dalla poesia italiana, alla Bibbia, fino alla letteratura di Borges e Cervantes. La sua abilità nel raccontare storie e realtà ha trovato eco anche tra le generazioni più giovani, che hanno apprezzato la sua capacità di affrontare il dubbio e l’ironia attraverso le sue canzoni. Guccini ha esordito come scrittore nel 1989 con ‘Crònache epafàniche’, seguito da altri romanzi che compongono una trilogia autobiografica, e ha continuato a pubblicare opere fino agli ultimi anni della sua vita, tra cui ‘Canzoni da intorto’, vincitore della Targa Tenco nel 2022.
Negli ultimi tempi, Guccini ha scelto di vivere ritirato a Pavana, il paesino dell’Appennino che ha segnato la sua infanzia e le radici della sua famiglia. Grazie alla sua figura, quel piccolo centro è diventato un luogo quasi mitico, legato indissolubilmente alla sua opera e alla sua eredità culturale.




