Il martirio di San Pancrazio: riflessioni su Caravaggio e il suo destino
Il volume "Caravaggio, 1606" di Pino Milani esplora la vita del pittore Caravaggio, analizzando eventi chiave e riflessioni artistiche, con appendici biografiche sui personaggi storici coinvolti.
Il libro di Pino Milani, intitolato “Caravaggio, 1606”, offre un’interpretazione intrigante della vita del celebre pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. L’opera, pubblicata da Succedeoggi Libri, è composta da 112 pagine e ha un costo di 16,00 euro. L’inizio del racconto è segnato da un componimento satirico attribuito al pittore Filippo Trasegno, il quale critica Giovanni Bagaglia, il quale nel 1603 presentò una querela contro Caravaggio. Quest’ultimo, dichiarando di non apprezzare la pittura di Bagaglia, si ritrovò a scontare un mese di detenzione presso il carcere di Tor di Nona, seguito da una condanna ai domiciliari.
Durante l’interrogatorio, Caravaggio menzionò Onorio Longhi, un architetto con cui aveva legami, che lo accompagnò nel 1606, anno in cui il pittore fu coinvolto nella morte di Ranuccio Tommasoni, evento che lo costrinse a fuggire da Roma. Longhi, successivamente perdonato dal papa nel 1611, tornò nella capitale per riprendere la sua attività, realizzando opere come San Carlo al Corso e progettando un palazzo per il notaio Ferrini a Piazza di Pietra.
Milani costruisce la narrazione attorno a un’ipotetica fuga di Caravaggio, ferito gravemente dopo lo scontro con Tommasoni, che sarebbe stato nascosto a Calvi dell’Umbria, presso la casa di Ferrini. Il racconto si sviluppa attraverso una serie di riflessioni e deliri del pittore, mentre viene trasportato su una carrozza lungo la Via Flaminia, fino a giungere ai suoi pensieri finali sulla spiaggia di Porto Ercole.
Le pagine del libro rivelano Caravaggio che riflette sulla sua arte, descrivendo il suo approccio alla pittura: “La natura, il paesaggio non mi hanno mai interessato… lo spazio dei miei quadri è buio, chiuso”. Inoltre, il pittore sostiene che la buona pittura sacra debba rappresentare i santi come persone comuni, schierandosi dalla parte dei fedeli. Questo modo di intendere l’arte provoca scalpore, in particolare con il “Martirio di San Pancrazio”, commissionato da Ferrini, che suscita polemiche per la sua rappresentazione cruda e realistica.
Il martirio del santo, raffigurato con un boia seminudo e Pancrazio agonizzante, viene giudicato inappropriato per un luogo sacro. Caravaggio, la cui vita era segnata da eccessi e violenza, trova nella pittura l’unico rifugio. Mentre il pittore si avvicina alla morte, il ricordo delle sue opere emerge con chiarezza, mentre Milani lo fa interrogare sulla veridicità delle sue esperienze, inclusa la sua permanenza a Calvi.
La narrazione non si esaurisce qui; il libro include appendici interessanti, tra cui 24 biografie storiche dei personaggi coinvolti nella storia e una serie di documenti contenenti giudizi sul lavoro di Caravaggio da parte dei suoi contemporanei.




