Mucca Pazza, l’appello della proprietà: «Difendiamo il lavoro, la buona fede e il diritto al dialogo»

Mucca Pazza, l’appello della proprietà: «Difendiamo il lavoro, la buona fede e il diritto al dialogo»
Mucca Pazza, l’appello della proprietà: «Difendiamo il lavoro, la buona fede e il diritto al dialogo»
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

In questi giorni si è parlato molto di Mucca Pazza. Molte persone hanno letto un titolo di giornale, ma poche conoscono davvero l’intera storia dell’attività, della nuova gestione e della lunga vicenda amministrativa che la riguarda.

Per questo la proprietà ha deciso di ricostruire pubblicamente quanto accaduto, rivolgendo un appello non soltanto ai clienti abituali, ma anche a chi non è mai stato nel locale.

Un’attività esistente da oltre quindici anni

Nel dicembre 2023, la nuova gestione ha rilevato un’attività commerciale già esistente da oltre quindici anni.

La società non ha costruito il locale, non ha realizzato il gazebo e non ha modificato la struttura o le sue caratteristiche essenziali. Ha investito in un’attività già avviata, confidando, come avrebbe fatto qualsiasi acquirente, nella regolarità delle autorizzazioni e delle opere utilizzate per molti anni.

Alcune delle situazioni amministrative oggi oggetto di contestazione risalirebbero addirittura al 2003, quindi a un periodo molto precedente rispetto all’arrivo dell’attuale gestione.

La proprietà ha investito i propri risparmi, assunto personale e creato posti di lavoro, trasformando il locale in uno spazio frequentato da migliaia di persone.

Negli anni, Mucca Pazza è diventato un luogo nel quale famiglie e bambini hanno festeggiato compleanni, trascorso pomeriggi insieme e costruito ricordi.

Gli esposti e l’inizio dei controlli

Nel corso del 2024, dopo l’ingresso della nuova gestione, sono iniziati numerosi esposti e segnalazioni, che hanno determinato una costante attività di controllo da parte dell’Amministrazione.

Autorizzazioni, titoli e situazioni consolidate da molti anni hanno progressivamente iniziato a essere rimessi in discussione.

Da quel momento ha avuto inizio una lunga vicenda amministrativa, composta da controlli, contestazioni e provvedimenti che hanno costretto la società a difendersi nelle sedi competenti.

La proprietà afferma di non essersi mai sottratta ai controlli, di aver sempre rispettato le istituzioni e di aver collaborato con gli enti coinvolti.

I ricorsi davanti al TAR

Tra il 2024 e il 2025, la società ha promosso diversi ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, con l’obiettivo di tutelarsi rispetto ai provvedimenti adottati.

Secondo quanto riferito dalla proprietà, in più occasioni i giudici amministrativi hanno sospeso o annullato gli atti impugnati, chiedendo all’Amministrazione di riesaminare i propri provvedimenti.

Parallelamente, uno dei principali procedimenti penali avviati per presunti abusi edilizi è stato archiviato, escludendo la sussistenza delle contestazioni formulate nell’ambito di quel procedimento.

La vicenda, tuttavia, non si è conclusa e ha continuato a svilupparsi sul piano tecnico, amministrativo e giudiziario.

La richiesta di un confronto con il territorio

Durante tutto il percorso, Mucca Pazza ha dichiarato più volte la propria disponibilità ad aprire un confronto con il Municipio XII, con i residenti e con i comitati di quartiere.

La società ha inoltre proposto la realizzazione di interventi migliorativi ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa, con l’obiettivo di ridurre ogni possibile disagio per chi vive nelle vicinanze.

Tra le soluzioni prospettate vi sarebbero stati ulteriori investimenti per migliorare l’insonorizzazione, gli impianti e la compatibilità dell’attività con il contesto urbano circostante.

La proprietà ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto, sostenendo che i problemi dovrebbero essere affrontati attraverso il dialogo e non attraverso una contrapposizione continua.

La Commissione Trasparenza del Municipio XII

Il 26 settembre 2025, durante una seduta della Commissione Trasparenza del Municipio XII, la società ha ribadito pubblicamente la propria disponibilità a investire ulteriormente per migliorare l’insonorizzazione e gli impianti e per favorire una soluzione condivisa.

Nel corso della stessa Commissione sarebbe emersa l’opportunità di avviare un dialogo tra le parti.

Secondo quanto riferito dalla proprietà, tuttavia, quel confronto non si è poi concretizzato.

La decisione del TAR nel 2026

Nel 2026, una recente decisione del TAR ha aperto un nuovo capitolo della vicenda.

La società ha dichiarato che analizzerà attentamente le motivazioni della sentenza e ogni aspetto tecnico, amministrativo e giuridico collegato alla decisione.

Mucca Pazza continuerà quindi a tutelare le proprie ragioni attraverso gli strumenti previsti dalla legge, ribadendo al tempo stesso il proprio rispetto per le istituzioni e per le norme.

Il rischio per i lavoratori e le famiglie

Secondo la proprietà, le conseguenze della vicenda non riguarderebbero soltanto i soci o i titolari dell’attività.

A essere coinvolti sarebbero anche decine di lavoratori che ogni giorno hanno svolto il proprio lavoro con serietà e professionalità, oltre alle rispettive famiglie.

La possibile interruzione o limitazione dell’attività rischierebbe quindi di colpire persone che non hanno avuto alcun ruolo nelle situazioni amministrative precedenti all’arrivo della nuova gestione.

È proprio su questo punto che si concentra l’appello della società.

La proprietà non chiede alle persone di schierarsi semplicemente “con Mucca Pazza”, ma di riflettere su alcuni principi considerati fondamentali.

Il principio secondo cui chi investe in buona fede non dovrebbe ritrovarsi, anni dopo, a pagare il prezzo di situazioni esistenti prima del proprio arrivo.

Il principio secondo cui il dialogo dovrebbe venire prima dello scontro.

Il principio secondo cui il lavoro e le persone che vivono di quel lavoro meritano di essere tutelati.

L’appello della famiglia Mucca Pazza

La proprietà invita tutte le persone che negli anni hanno frequentato il locale a raccontare la propria esperienza.

L’appello è rivolto alle famiglie, ai bambini diventati ragazzi, ai collaboratori e alle migliaia di persone che hanno scelto Mucca Pazza per un compleanno, un pomeriggio insieme o un momento di svago.

«I social spesso amplificano chi urla di più. Noi vorremmo invece far parlare chi, in questi anni, ha vissuto davvero Mucca Pazza.»

La richiesta è quella di condividere il messaggio, lasciare un commento e contribuire a far conoscere la vicenda nella sua interezza.

«La vostra voce, oggi, può fare la differenza. Grazie, di cuore.»

La famiglia Mucca Pazza

Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Francesco Giuliani è un imprenditore digitale specializzato in intelligenza artificiale, SEO, comunicazione online e sviluppo di piattaforme web. Lavora alla creazione di…

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