Lalla Romano: l’impatto della figura materna nella sua opera

Lalla Romano: l'impatto della figura materna nella sua opera
Lalla Romano: l’impatto della figura materna nella sua opera
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Il romanzo "Le parole tra noi leggere" di Lalla Romano, pubblicato nel 1969, torna in libreria con una nuova edizione curata da Antonio Ria e prefazione di Donatella Di Pietrantonio.

Il romanzo di Lalla Romano, pubblicato per la prima volta nel 1969, torna in libreria grazie a Einaudi, curato da Antonio Ria e con una prefazione di Donatella Di Pietrantonio. Il titolo del libro trae ispirazione da un verso di Eugenio Montale, evidenziando il tema dell’incomunicabilità, che permea l’opera. La scrittrice esplora la complessità del rapporto tra madre e figlio, rivelando le tensioni e le aspettative che caratterizzano questa relazione.

La nuova edizione offre un contesto utile per comprendere l’importanza del testo. La scrittura incisiva di Romano, che analizza profondamente le emozioni dei personaggi, è accompagnata da una sottile rivoluzione narrativa. Di Pietrantonio sottolinea che, nonostante il libro sia stato scritto negli anni del ’68, non riflette le contestazioni sociali del periodo. Al contrario, la madre protagonista si confronta con un figlio che sfida le norme della società borghese e le aspettative familiari.

La narrazione si snoda attraverso eventi storici come la guerra e il dopoguerra, ma si concentra principalmente sull’intimità tra madre e figlio, con personaggi secondari come la tata Maria, già presente nel precedente romanzo ‘Maria’, e la futura moglie del figlio, Marlene. ‘Le parole tra noi leggere’ affronta le difficoltà di essere madre, con una voce narrante che si rivela severa e autocritica, ma mai nei confronti del marito. Il romanzo, vincitore del premio Strega, ha portato alla scrittrice un allontanamento dal figlio Pietro, la cui vita e lettere sono state messe a nudo nelle pagine del libro.

Di Pietrantonio, nella prefazione, evidenzia come la generazione di donne a cui appartiene Romano sia priva di riferimenti solidi, una condizione che si riflette anche nella sua scrittura, che si distacca dalla narrazione maschile. L’opera di Romano, apprezzata da Elio Vittorini e Natalia Ginzburg, rappresenta un importante contributo alla letteratura italiana, meritevole di essere riscoperta o letta per la prima volta.

Fonte: www.ansa.it

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