Festival della comunità educante: fabriano e dintorni celebrano l’impegno giovanile e sociale
Nei primi giorni di giugno 2025, cinque Comuni dell’Ancona hanno ospitato un evento capace di coinvolgere attivamente ragazzi, famiglie e operatori culturali. Tra il 10 e il 12 giugno, Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico hanno visto nascere la prima edizione del festival della comunità educante. L’iniziativa ha messo in scena il frutto di diciotto mesi di lavoro congiunto, volto a far emergere le energie giovanili e sostenere la progettualità sociale.
I centri di aggregazione giovanile come motore di rinascita sociale
I Centri di Aggregazione Giovanile hanno rappresentato il fulcro di questo percorso. A Fabriano e Cerreto d’Esi, la riapertura di questi spazi ha riportato giovani e adolescenti a incontrarsi e a sperimentare attività di gruppo. Serra San Quirico e Sassoferrato hanno sperimentato nuove aperture di centri simili, moltiplicando così le occasioni di socializzazione.
Gli educatori di questi luoghi hanno svolto un ruolo chiave, accompagnando ragazzi e ragazze under 35 in un bando speciale promosso con Fondazione Cariverona. Il bando ha favorito la nascita di micro-progetti scelti e in gran parte gestiti direttamente dai giovani: dalla promozione culturale a eventi sportivi, passando per iniziative sociali. Le attività sono state il segno tangibile di un lavoro che non si è limitato alla mera aggregazione ma ha coinvolto nella pratica l’impegno attivo.
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Il festival: appuntamento di tre giorni tra cultura, sport e dialogo intergenerazionale
La manifestazione ha articolato il suo programma tra workshop, laboratori creativi, talk divulgativi, e momenti di intrattenimento come concerti e sfide sportive. Durante le tre giornate, è emersa l’intenzione di far dialogare più generazioni, creando occasioni di confronto e scambio di esperienze diverse.
Tra le iniziative più importanti, la tavola rotonda dedicata al futuro della comunità educante ha raccolto voci di esperti, giovani e amministratori locali. I workshop con autori e artisti hanno stimolato la partecipazione intellettuale, mentre il torneo sportivo inaugurale ha dato avvio ufficiale all’evento con un momento di competizione ma anche di festa. Il liceo artistico Mannucci ha realizzato una mostra sull’educazione all’affettività che ha coinvolto direttamente gli studenti nella sua ideazione e presentazione, a testimoniare l’attenzione verso temi sociali e formativi.
Comunità educante: prendersi cura attraverso ascolto e protagonismo giovanile
Il concetto di comunità educante ha guidato l’intero festival. Angela La Gioia, figura di riferimento dell’università della strada, ha ricordato che una comunità di questo tipo nasce quando tutti si sentono responsabili nel sostenere le nuove generazioni.
Occuparsi dei giovani significa ascoltare le loro esigenze, permettere loro di essere protagonisti nelle scelte, coltivare rapporti umani che favoriscono la crescita e il benessere collettivo. La raccolta di esperienze messe in campo nei mesi scorsi, e oggi restituita in un momento pubblico, mostra come l’educazione non si limiti al contesto scolastico ma si allarga a tutto il tessuto sociale e civile. Grazie al festival, il lavoro di questi mesi si trasforma in un’occasione pubblica di confronto e festa, con la speranza che questo sia solo l’inizio di un impegno duraturo.
