Si svolgerà a Santa Marinella un incontro sul DDL Sicurezza: approfondimenti e criticità
Un importante dibattito si sta svolgendo in tutto il Paese riguardo alla sicurezza e alle misure introdotte dal recente DDL sicurezza. A Santa Marinella, il 28 febbraio 2025, si terrà un incontro pubblico per discutere di “Sicurezza e giustizia sociale, limiti e fragilità“. L’evento si terrà nella storica “Casina Trincia”, situata in Via Aurelia 363, di fronte a “La Passeggiata”. Durante l’incontro, diversi relatori di spicco esamineranno le implicazioni e i problemi legati a questo decreto, che ha suscitato un acceso dibattito anche nella città.
Gli intervenenti: esperti della sicurezza e delle politiche sociali
Il dibattito sarà guidato dalla presenza di figure chiave nel panorama politico e sociale. Massimiliano Valeriani, consigliere regionale del Partito Democratico del Lazio, è noto per il suo attivismo sulla trasparenza e per il suo ruolo di coordinatore del forum nazionale sulla casa. Cristina Michetelli, consigliera delegata al bilancio della Città Metropolitana di Roma Capitale, e Denise Amerini, responsabile per le carceri e le dipendenze della CGIL nazionale, porteranno le loro prospettive su come queste misure di sicurezza influiscano sulle condizioni delle fasce più vulnerabili della popolazione. Paola Fratarcangeli modera l’incontro e rappresenta le Pari Opportunità nel consiglio comunale, elemento chiave nel garantire una discussione aperta e costruttiva.
Le preoccupazioni espresse dalla consigliera Fratarcangeli
Paola Fratarcangeli, nelle sue dichiarazioni, ha evidenziato come questo incontro rappresenti un’opportunità fondamentale per chiarire i contenuti del DDL sicurezza. Ha sottolineato l’importanza di informare la cittadinanza riguardo alle misure proposte, che potrebbero avere un impatto significativo sul quotidiano della gente. Secondo Fratarcangeli, le misure del decreto non risolvono le vulnerabilità sociali; al contrario, tendono ad ampliare le disuguaglianze e aumentare le insicurezze tra i cittadini.
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Il DDL, approvato a settembre dalla Camera e attualmente in discussione al Senato, suscita timori per la sua possibile incompatibilità con principi di giustizia penale e diritti fondamentali. A tal proposito, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’OSCE hanno sollevato preoccupazioni rispetto alla direzione intrapresa da questo decreto.
Misure critiche e nuovi reati introdotti
Tra i temi più controversi del DDL sicurezza ci sono le nuove disposizioni che andrebbero a modificare il panorama normativo sui comportamenti pubblici. Se il decreto verrà approvato, comportamenti come il blocco di strade o ferrovie durante le manifestazioni potrebbero essere considerati reati. Un’altra disposizione prevede misure severe contro la rivolta penitenziaria, penalizzando anche le azioni di resistenza passiva. Le conseguenze di tali misure appaiono preoccupanti, soprattutto per le persone più fragili, come le donne e i giovani, che si trovano a dover affrontare restrizioni delle loro libertà di espressione.
Denise Amerini ha sottolineato che le misure previste dal decreto sembrano favorire un approccio giustizialistico e autoritario alla sicurezza, piuttosto che una visione che contempli gli aspetti sociali e di giustizia. È fondamentale che il discorso sulla sicurezza non escluda le dimensioni relazionali e solidaristiche, essenziali per il benessere delle comunità.
La necessità di una nuova visione sulla sicurezza sociale
Fratarcangeli ha concluso evidenziando che non basta avere leggi più severe; per costruire una vera sicurezza è necessario punteggiare gli interventi anche con investimenti in diritti sociali, occupazione e solidarietà. La vera sfida è quella di alimentare una coscienza collettiva che informi e sensibilizzi l’opinione pubblica riguardo ai provvedimenti legislativi che toccano le fondamenta della democrazia e della Costituzione. La strada da percorrere è quella di una sicurezza che si basi su relazioni e inclusione, piuttosto che su restrizioni e paura.
