Nuovi yarnbombing colorano il parco della resistenza a civitavecchia con installazioni di lana e cotone
Nel parco della resistenza di civitavecchia sono state recentemente installate due opere di yarnbombing, una forma di street art che coinvolge tessuti come lana e cotone per rivestire e decorare elementi urbani. L’iniziativa nasce da un’idea di una residente locale, che ha coinvolto diverse persone della comunità con contributi personali e volontariato. Questo tipo di arte temporanea ha trasformato alcuni tronchi abbandonati del parco in opere colorate, portando un nuovo aspetto al luogo senza ricorrere a risorse amministrative o finanziamenti pubblici.
L’idea brillante di tiziana giuliani e la nascita del progetto yarnbombing nel parco
Tiziana giuliani, cittadina di civitavecchia, ha avuto l’ispirazione osservando un vecchio tronco nel parco durante una lezione di tai chi. Ha pensato di aggiungere colore e vita a quell’elemento naturale abbandonato, coprendolo con pezzi all’uncinetto, chiamati “mattonelle”, realizzati artigianalmente con lana e cotone. La proposta è stata subito condivisa con il gruppo di tai chi, che ha accolto con piacere questa iniziativa. Successivamente, l’idea è stata diffusa anche tramite i social, coinvolgendo altre persone interessate a partecipare.
Un impegno e una collaborazione con la onlus alicenova
Durante le prime fasi però, tiziana si è trovata di fronte a un doppio impegno: un’altra associazione di donne aveva già individuato lo stesso tronco per un loro progetto. Nonostante questo, la volontà di portare avanti l’arte tessile nel parco non si è spenta. In accordo con mauro, responsabile della onlus alicenova che gestisce il parco, sono stati scelti due tronchi alternativi da rivestire. L’idea ha ripreso slancio, trovando terreno fertile tra le partecipanti pronte a trasformare gli spazi verdi con un tocco creativo.
Torna “La Festa del Podere” a Fiumicino: birra artigianale, dj set e natura il 6 giugno da Podere 676
MelanomaDay alla Camera: prevenzione e diagnosi precoce al centro del confronto prima del voto sulla legge nazionale
Centro antiviolenza e casa rifugio per donne vittime di violenza, il San Michele rilancia tra solidità economica e progettualità intergenerazionali
A Rocca di Papa parte il Museo diffuso del bosco: arte, natura e gastronomia fino al 25 ottobre
Fara in Sabina rientra nelle Città dell’Olio: crescita, innovazione e successo per la Fiera di Farfa
La partecipazione del gruppo di donne e la realizzazione delle mattonelle di lana
La risposta delle donne che hanno aderito al progetto è stata entusiasta e numerosa. In modo spontaneo, si sono organizzate per realizzare le mattonelle all’uncinetto, trasformando l’iniziativa in un momento di condivisione artistica e sociale. Imma, referente dell’hospice chenís, ha dato un contributo decisivo mettendo a disposizione alcune mattonelle rimaste da una precedente attività chiamata il mantello di san martino, arricchendo così le nuove installazioni.
Il lavoro collettivo e la passione per questa forma di arte hanno fatto nascere un’opera originale senza bisogno di fondi pubblici o sostegni privati. L’unico supporto è arrivato da angelo, anch’egli della onlus alicenova, che ha aiutato durante il montaggio delle installazioni. Il progetto ha segnato un esempio concreto di volontariato e spirito comunitario, mettendo in luce il valore della partecipazione diretta nel miglioramento degli spazi urbani.
Un lavoro collettivo senza fondi pubblici
“Il lavoro collettivo e la passione per questa forma di arte hanno fatto nascere un’opera originale senza bisogno di fondi pubblici o sostegni privati.”
Il significato delle installazioni nel parco e la loro destinazione temporanea
Le installazioni di yarnbombing non hanno carattere permanente: sono destinate a deteriorarsi con il tempo e gli agenti atmosferici. Questo elemento di transitorietà fa parte della natura stessa di quest’arte, che mira a creare momenti di colore e poesia in contesti quotidiani, consapevole di lasciare spazio al cambiamento e a nuove idee.
Un obiettivo sociale oltre che estetico
L’obiettivo principale non è solo estetico, ma anche sociale: stimolare la partecipazione e la condivisione di esperienze tra i cittadini, soprattutto a favore dei più piccoli che frequentano il parco. In questo senso, la scelta di rivestire i tronchi con il lavoro manuale di tante donne rappresenta una risposta concreta all’esigenza di rendere gli spazi pubblici più accoglienti.
L’iniziativa del 2025 a civitavecchia fa emergere come un gesto semplice possa avviare un processo di coinvolgimento collettivo e dare nuova vita a parti trascurate della città. Il progetto, nato da un’intuizione personale e cresciuto grazie al contributo volontario, potrebbe aprire la strada a altre iniziative simili, capaci di animare le strade e i parchi con creatività e senso di comunità.
