La provincia autonoma di Trento stanzia 177,5 milioni per la sanità senza aumenti per dirigenti medici e veterinari
La Provincia autonoma di Trento ha presentato la manovra di assestamento del bilancio per il periodo 2025-2027, con stanziamenti che raggiungono i 177,5 milioni di euro per il settore sanitario. Di questi fondi, una parte verrà destinata all’aumento del trattamento economico per il personale sanitario. La decisione, però, non riguarda i dirigenti medici, veterinari, odontoiatri e altre figure sanitarie dirigenziali, che resteranno esclusi dalla revisione salariale. La scelta suscita già reazioni da parte dei rappresentanti del comparto medico locale.
I dettagli della manovra economica sul personale sanitario in trentino
L’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli ha illustrato i punti principali della manovra di assestamento finanziario. Il documento prevede risorse significative per la sanità, inserite nel piano triennale 2025-2027. La spesa complessiva per il settore raggiungerà 177,5 milioni di euro. Questo budget sarà destinato principalmente a migliorare le condizioni economiche del personale delle professioni sanitarie.
Esclusione dei dirigenti medici e sanitari
Tuttavia, la categoria del personale sanitario coinvolta è limitata. Gli aumenti salariali riguardano solo alcune figure, escludendo esplicitamente dirigenti medici, veterinari, odontoiatri e altre posizioni dirigenziali. Questo dettaglio non è sfuggito ai sindacati e agli stessi professionisti della sanità trentina, considerata la rilevanza di queste categorie all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie pubbliche.
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Non si prevedono quindi incrementi economici per i dirigenti che, in molte situazioni, hanno responsabilità decisionali e gestionali dirette. La decisione ha sollevato dubbi e richieste di chiarimento sulle scelte della Provincia in materia di valorizzazione del personale medico e sanitario nel suo complesso.
La reazione dei sindacati dei medici e le critiche all’esclusione dei dirigenti
La nota più critica è arrivata da Sonia Brugnara, presidente regionale della federazione sindacale Cimo-Fesmed, che rappresenta i medici, e Fulvio Campolongo, presidente di Anpo Trentino. Insieme hanno espresso sorpresa e preoccupazione per la decisione della Provincia autonoma di Trento.
Entrambi ricordano le recenti dichiarazioni pubbliche dell’assessore alla sanità, Michele Tonina, che aveva assicurato, in una trasmissione televisiva, l’intenzione di valorizzare maggiormente il lavoro dei medici. La mancata inclusione dei dirigenti medici e veterinari tra i beneficiari degli aumenti salariali risulta quindi una contraddizione rispetto a quelle promesse.
Brugnara e Campolongo hanno definito la situazione “meritevole di chiarimenti” e auspicano che si tratti solo di un errore o di una dimenticanza che possa essere corretta immediatamente. La questione riguarda il riconoscimento della professionalità e dell’impegno di queste figure, fondamentali per il funzionamento delle strutture sanitarie.
Trattative per il rinnovo del contratto dei dirigenti sanitari
La stessa nota sindacale annuncia che la prossima settimana proseguiranno i tavoli per la discussione del rinnovo del contratto collettivo dei dirigenti medici e sanitari. In questo contesto si attendono risposte concrete dalle istituzioni provinciali sulle intenzioni di modificare o integrare la manovra finanziaria in favore di queste categorie.
I rappresentanti dei medici sottolineano che sarà questa l’occasione per ottenere un chiarimento definitivo rispetto alle dichiarazioni dell’assessore Tonina. Il rinnovo contrattuale rappresenta il momento in cui le promesse di miglioramento del trattamento economico e delle condizioni lavorative dovranno tradursi in atti concreti.
Non solo si tratta di una questione economica ma anche di rispetto e riconoscimento professionale per chi regge la struttura sanitaria pubblica trentina a livelli di complessità elevati. Di fatto, la parola passa ora alla Provincia per dimostrare se manterrà l’impegno di valorizzazione delle figure dirigenziali mediche e veterinarie del territorio.
Confronto e futuro della sanità trentina
La manovra presentata ha quindi aperto un confronto serrato tra istituzioni e rappresentanze sindacali, con la speranza che il dialogo porti a una revisione nella distribuzione delle risorse, più equa e aderente alle richieste di chi opera in prima linea nel sistema sanitario della Provincia autonoma di Trento.
