Iran pronta a sostenere Hezbollah contro Israele: parola del capo del Consiglio strategico iraniano

Iran Pronta A Sostenere Hezbollah Contro Israele: Parola Del Capo Del Consiglio Strategico Iraniano Iran Pronta A Sostenere Hezbollah Contro Israele: Parola Del Capo Del Consiglio Strategico Iraniano
Iran pronta a sostenere Hezbollah contro Israele: parola del capo del Consiglio strategico iraniano - Gaeta.it

Ultimo aggiornamento il 2 Luglio 2024 by Laura Rossi

L’Iran si prepara a sostenere i miliziani di Hezbollah in un potenziale conflitto su vasta scala con Israele. Kamal Kharazi, consigliere della guida suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei e capo del Consiglio strategico iraniano per le relazioni internazionali, ha confermato che il paese è pronto a impiegare tutte le risorse a disposizione per sostenere il movimento sciita.

Sostegno deciso della leadership iraniana a Hezbollah

Kharazi ha affermato che in una situazione del genere l’Iran non avrebbe altra scelta se non quella di supportare Hezbollah con tutti i mezzi possibili. Il consigliere ha sottolineato che il popolo arabo, i paesi arabi e l’asse della resistenza si schiererebbero per sostenere il Libano contro Israele. Tuttavia, ha precisato che un’ulteriore escalation del conflitto non andrebbe a vantaggio né dell’Iran né degli Stati Uniti.

Triste notizia: la morte della madre dell’ex ostaggio Noa Argamani

Liora Argamani, madre di Noa, l’ex ostaggio liberata di recente dopo mesi di prigionia a Gaza, è purtroppo deceduta. La donna, affetta da un tumore terminale, aveva espresso il desiderio di rivedere sua figlia prima di morire. Noa è stata al suo fianco in ospedale sin dal suo rilascio avvenuto durante un’operazione delle forze di difesa israeliane a Nuseirat.

L’importanza del sostegno familiare durante la prigionia

Noa Argamani aveva condiviso in un video messaggio che la sua maggiore preoccupazione durante la prigionia erano i suoi genitori, in particolare la madre malata. Manifestando gratitudine per poterle essere vicina, aveva espresso la speranza che anche gli altri ostaggi possano riconquistare la libertà.

Approfondimenti

    1. Hezbollah: Hezbollah, il cui nome significa “Partito di Dio”, è un’organizzazione militante sciita libanese fondata nel 1985 durante l’occupazione israeliana del Libano. È considerata un’organizzazione terroristica da diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele. Hezbollah ha una forte presenza in Libano e riceve sostegno politico e finanziario dall’Iran. L’organizzazione è coinvolta anche in attività sociali e politiche all’interno del Libano, dove ha rappresentanti eletti in parlamento.

    2. Kamal Kharazi: Kamal Kharazi è un diplomatico iraniano e è stato Ministro degli Affari Esteri dell’Iran dal 1997 al 2005. Attualmente ricopre il ruolo di consigliere della guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. È noto per le sue posizioni rigide sulle politiche estere dell’Iran, in particolare per il sostegno a Hezbollah e ad altri movimenti sciiti nella regione.
    3. Ayatollah Ali Khamenei: Ayatollah Ali Khamenei è il leader supremo dell’Iran, una figura politica e religiosa di grande influenza nel paese. È al potere dal 1989 e ha l’ultima parola su tutti gli affari di stato in Iran, comprese le questioni di politica estera e di sicurezza.
    4. Stati Uniti: Gli Stati Uniti sono una superpotenza mondiale e giocano un ruolo chiave nella politica internazionale. Le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran sono da lungo tempo tese, a causa di divergenze su questioni nucleari, regionali e di diritti umani. Entrambi i paesi sono coinvolti in conflitti e tensioni in Medio Oriente.
    5. Libano: Il Libano è un paese del Medio Oriente situato sulla costa orientale del Mar Mediterraneo. Il Libano è stato oggetto di conflitti e instabilità a causa della presenza di varie fazioni politiche e gruppi militanti, tra cui Hezbollah. Il paese ha subito guerre civili, invasioni straniere e conflitti regionali nel corso della sua storia recente.
    6. Noa Argamani: Noa Argamani è un’ex ostaggio israeliana che è stata liberata dopo mesi di prigionia a Gaza. La storia di Noa ha attirato l’attenzione dei media per il suo rapimento e il suo rilascio, nonché per la tragica notizia della morte di sua madre durante il suo periodo di prigionia. La vicenda di Noa evidenzia l’importanza del sostegno familiare durante situazioni difficili come la prigionia.

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