Il nome della rosa: la nuova opera di Filidei debutta alla Scala con una veste inedita
Un’affascinante reinterpretazione del Medioevo si prepara a prendere vita alla Scala di Milano. Domenica 27 aprile 2025, andrà in scena ‘Il nome della rosa’, la nuova opera di Francesco Filidei ispirata al noto romanzo di Umberto Eco. L’evento, che segna una prima assoluta, capitola sotto la direzione del maestro Ingo Metzmacher e la regia di Damiano Michieletto, promettendo di presentare un affresco storico ricco di colori e dettagli sorprendenti.
Una coproduzione di prestigio
La nuova opera di Filidei è il risultato di una coproduzione tra la Scala, il Teatro Carlo Felice di Genova e l’Opéra di Parigi. Questo progetto è supportato dalla SIAE, a sottolineare l’importanza culturale dell’iniziativa. Il libretto, creato dallo stesso Filidei in collaborazione con Stefano Busellato e Pierre Senges, ha visto la partecipazione di importanti drammaturghi come Hannah Dübgen e Carlo Pernigotti, che hanno contribuito a creare due versioni, una italiana e una francese, arricchendo ulteriormente l’opera.
La scelta di portare sul palcoscenico un’opera di questo calibro denota una volontà di innovare, trasformando un capolavoro letterario in un’esperienza visiva e musicale senza precedenti. Gli spettatori possono aspettarsi non solo una narrazione intensa, ma un allestimento che riesce a fondere passato e presente.
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Un allestimento che stupisce
Damiano Michieletto, il regista dell’opera, ha descritto l’ambientazione come “medievale, ma con immagini che richiamano il contemporaneo”. All’inizio dello spettacolo, un grande portale medievale introduce gli spettatori nel mondo della storia, dando vita a momenti di interazione grazie a mimi che animano l’ambiente circostante. Questa scelta visiva è pensata per coinvolgere e trasportare il pubblico nel cuore della narrazione.
La struttura scenica principale è una cantoria ottagonale che ospita il coro, sormontata da un labirinto di veli che mutano continuamente, rivelando i vari luoghi dell’azione. Le scene, curate da Paolo Fantin, comprendono anche costumi di Carla Teti e luci di Fabio Barettin, mentre la drammaturgia è gestita da Mattia Palma. Completano il quadro una coreografia di Erika Rombaldoni, rendendo l’insieme un’opera multidisciplinare.
I protagonisti e il cast
Nel ruolo di Adso da Melk, troviamo Kate Lindsey in travesti, affiancata da Lucas Meachem nel ruolo di Guglielmo da Baskerville. Altri nomi di spicco includono Gianluca Buratto nel ruolo del bibliotecario cieco Jorge de Burgos, e Daniela Barcellona che interpreta l’inquisitore, anch’essa in travesti. La presenza di Fabrizio Baggi nei panni dell’abate del monastero e Katrina Galka come la ragazza del villaggio, rappresenta un ulteriore valore aggiunto al cast.
Le Voci bianche del Coro dell’Accademia, dirette da Bruno Casoni, contribuiscono a rendere il personaggio di Adso Vecchio particolarmente suggestivo. Al termine, l’opera sarà trasmessa in diretta su RAI Radio Tre, dando l’opportunità a un pubblico più vasto di avvicinarsi a questo affascinante progetto artistico.
Il debutto di ‘Il nome della rosa’ promette di essere un evento significativo non solo per gli appassionati dell’opera, ma anche per chi ama la cultura e la storia, offrendo una visione rinnovata di quel complesso e colorato Medioevo.
