Gaeta: il Castello Angioino ospita la mostra di arte contemporanea Crossing Shift

Gaeta: il Castello Angioino ospita la mostra di arte contemporanea Crossing Shift
Gaeta: il Castello Angioino ospita la mostra di arte contemporanea Crossing Shift
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Dal 10 al 26 luglio, il Castello Angioino di Gaeta ospiterà "Crossing Shift", una mostra d'arte contemporanea che affronta temi di reclusione e libertà, con opere di diversi artisti.

Il Castello Angioino di Gaeta ospiterà per la prima volta una mostra dedicata all’arte contemporanea, focalizzandosi su temi di reclusione, memoria, trasformazione e libertà. L’evento, intitolato “Crossing Shift”, si svolgerà dal 10 al 26 luglio presso la Cappella di San Teodoro all’interno del complesso monumentale.

Un’esposizione che esplora la memoria e la libertà

La mostra collettiva presenta le opere di Eduardo Paolozzi, pioniere della Pop Art britannica, insieme a quelle di Gian Mario Conti, Roberto Franchitti ed Elaine Shemilt. Curata da Gina Ingrassia e Deirdre MacKenna, l’esposizione è organizzata dall’Associazione Cultura è Libertà, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, e la collaborazione del Comune di Viticuso e del Museo Pop Art Paolozzi. Paolozzi, noto per il collage “I Was a Rich Man’s Plaything”, riflette nei suoi lavori sull’esperienza dell’internamento durante la Seconda guerra mondiale, esprimendo i traumi della guerra e della perdita.

Le opere di Gian Mario Conti si concentrano sulla riconquista dell’identità, mentre Elaine Shemilt esplora il tema del ricordo. Roberto Franchitti, invece, utilizza materiali di recupero per sottolineare il concetto di rigenerazione. L’allestimento della mostra, caratterizzato da tubi innocenti incrociati, richiama la simbologia del lavoro e delle trasformazioni sociali del Novecento.

Un castello che si trasforma in luogo di cultura

La mostra espone quasi cinquanta opere e si colloca in un contesto storico significativo, poiché il castello è stato in passato uno spazio di reclusione. Gina Ingrassia, co-curatrice dell’evento, ha sottolineato come il castello, ora restituito alla collettività, diventi un simbolo di rinascita e apertura. Il percorso espositivo è progettato per rappresentare un passaggio simbolico dalla costrizione alla libertà, proponendo una nuova visione del presente. Recentemente riqualificato, il castello è anche sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e della scuola nautica della Guardia di Finanza.

Fonte: www.ansa.it

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