Drammatico femminicidio a Roma: la tragica fine di Manuela Petrangeli

Drammatico Femminicidio A Roma: La Tragica Fine Di Manuela Petrangeli Drammatico Femminicidio A Roma: La Tragica Fine Di Manuela Petrangeli
Drammatico femminicidio a Roma: la tragica fine di Manuela Petrangeli - Gaeta.it

Ultimo aggiornamento il 4 Luglio 2024 by Armando Proietti

Manuela Petrangeli, rispettata fisioterapista romana di 50 anni, è stata brutalmente uccisa dal suo ex compagno, Gianluca Molinaro, con spari di fucile mentre si trovava nei pressi della sua auto. Una vita spezzata da un gesto folle che ha scosso l’intera comunità romana.

L’agghiacciante assassinio di Manuela Petrangeli

Il crudele omicidio di Manuela Petrangeli è avvenuto il 4 luglio 2024 a Roma, precisamente fra Corviale e Casetta Mattei, in via degli Orseolo. Gianluca Molinaro, l’ex compagno della vittima, ha sparato ripetutamente alla donna senza pietà, privandola della vita mentre cercava di fuggire.

Petrangeli, residente nel quartiere di Torresina, stava per concludere la sua giornata lavorativa presso la Casa di Cura Villa Sandra, quando è stata tragicamente colpita dai proiettili del suo ex compagno. Nonostante i soccorsi tempestivi, la fisioterapista è deceduta sul colpo, lasciando attonite le persone che l’hanno conosciuta.

Il racconto delle colleghe di Manuela

Le colleghe di lavoro di Manuela Petrangeli hanno descritto la donna come un’anima gentile e solare, sempre pronta a sorridere e a offrire il suo aiuto. La tragedia ha scosso profondamente il loro mondo, lasciando un vuoto impossibile da colmare. Ricordando gli ultimi momenti trascorsi insieme a Manuela, le colleghe hanno raccontato di una mattina trascorsa serenamente a fare colazione, prima che il destino avverso si abbattesse su di loro.

Una di loro ha ricordato il momento in cui Manuela è stata raggiunta dai proiettili davanti al parcheggio dell’ospedale, mentre cercava di raggiungere la sua auto. I tentativi disperati di aiutarla sono stati vani, lasciando un’atmosfera di sgomento e dolore nell’aria.

L’ultima telefonata con il figlio

Nel momento drammatico dell’aggressione, Manuela si trovava al telefono con il suo giovane figlio di 9 anni, promettendogli di arrivare presto a prenderlo. Un addio straziante, un ultimo gesto d’amore interrotto drammaticamente dalla violenza inaudita che ha spezzato la vita di una madre premurosa…

Approfondimenti

    Manuela Petrangeli: la fisioterapista romana di 50 anni brutalmente uccisa dal suo ex compagno, Gianluca Molinaro. La sua morte ha suscitato dolore e indignazione nell’intera comunità romana. Descritta come un’anima gentile e solare, era molto apprezzata dalle colleghe di lavoro per la sua disponibilità e il suo sorriso.

    Gianluca Molinaro: l’ex compagno di Manuela Petrangeli, responsabile dell’omicidio. La sua azione ha scosso profondamente la città di Roma e ha portato alla luce il tema della violenza di genere.
    Roma: la città in cui si è verificato l’omicidio di Manuela Petrangeli, precisamente fra Corviale e Casetta Mattei, in via degli Orseolo. La tragedia ha avuto un impatto significativo sull’intera comunità romana.
    Corviale e Casetta Mattei: due quartieri di Roma dove si è consumato l’omicidio di Manuela Petrangeli.
    Torresina: il quartiere di Roma in cui risiedeva Manuela Petrangeli. Il suo legame con questa zona della città ha reso ancora più forte l’impatto della sua morte sulla comunità locale.
    Casa di Cura Villa Sandra: il luogo di lavoro di Manuela Petrangeli, dove stava per concludere la sua giornata lavorativa prima di essere uccisa.
    Ultima telefonata con il figlio: nel momento dell’aggressione, Manuela era al telefono con il suo giovane figlio di 9 anni, promettendogli di prenderlo presto. Questo dettaglio toccante evidenzia la drammaticità della situazione e il dolore inflitto dalla violenza.
    Questo tragico evento mette in luce la gravità della violenza di genere e l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. La morte di Manuela Petrangeli rappresenta una perdita non solo per la sua famiglia e i suoi amici, ma anche per l’intera società, che deve continuare a combattere contro ogni forma di violenza e discriminazione.

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