Cooperativa OSA, assistenza domiciliare integrata a roma dal 1985 come modello di sanità sociale

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La cooperativa OSA, fondata negli anni Ottanta a Roma da un gruppo di medici, offre assistenza domiciliare integrata con un approccio umano e innovativo, diventando un punto di riferimento nel supporto socio-sanitario per le persone fragili. - Gaeta.it

Armando Proietti

10 Luglio 2025

Nata negli anni Ottanta in un contesto difficile per chi soffriva di malattie stigmatizzate, la cooperativa OSA ha costruito un percorso di assistenza socio sanitaria che parla di umanità e cura a domicilio. Il progetto, fondato da un piccolo gruppo di medici a Tor Vergata, ha trasformato un’emergenza sociale in un sistema di supporto a migliaia di persone ogni anno. La sua opera si estende ancora oggi tra innovazione e attenzione alle fragilità, diventando punto di riferimento nella sanità italiana.

Origini e contesto della cooperativa osa a roma

La cooperativa OSA, acronimo di Operatori Sanitari Associati, è nata nel 1985 a Roma, più precisamente nella periferia est, a Tor Vergata. Non si trattò di un progetto studiato a tavolino, ma di una risposta spontanea e coraggiosa da parte di un gruppo di giovani medici. In quegli anni l’epidemia di AIDS portava con sé paura e isolamento sociale, poiché chi ne era colpito spesso veniva escluso dalla comunità. OSA si è inserita in questo scenario come sostegno non solo sanitario ma anche sociale. I fondatori scelsero di affiancare chi era più fragile, dando attenzione a bisogni che andavano oltre la medicina tradizionale, affrontando stigmi e pregiudizi.

Questa prima esperienza, nata quasi in un garage, ha generato un modello assistenziale che ancora oggi funziona su basi di rigore e umanità. L’approccio della cooperativa è stato quello di costruire, sul territorio, una rete di servizi diretti alle persone, mettendo il paziente al centro con tutto il suo vissuto e le sue necessità. Il progetto iniziale si è quindi ampliato fino a diventare un punto di riferimento solido per la regione Lazio e non solo.

L’assistenza domiciliare integrata come missione della cooperativa

La peculiarità di OSA sta nell’assistenza domiciliare integrata, un sistema che prevede cure mediche, supporto socio-sanitario e accompagnamento psicologico direttamente nelle case dei pazienti. Il fondatore Giuseppe Milanese ha più volte sottolineato che la cooperativa non cura solo la malattia fisica, ma si impegna a comprendere la fragilità umana dietro ogni caso clinico. Questo è possibile grazie a personale formato, aggiornato con protocolli basati su evidenze scientifiche e tecnologia all’avanguardia come la telemedicina.

L’attenzione non si limita alla cura, ma abbraccia ogni aspetto della persona assistita. I medici e gli operatori sanitari si confrontano quotidianamente con pazienti affetti da malattie croniche o in condizioni di disagio psico-fisico, offrendo un supporto che supera la semplice prestazione. Il rapporto stabilito con i malati, le loro famiglie e il territorio consolida la rete sociale di riferimento, facilitando un’assistenza più continuativa e personalizzata. La cooperativa si è ritagliata una posizione importante anche nel panorama più ampio delle organizzazioni assistenziali italiane, gestendo servizi per decine di migliaia di persone ogni anno.

Impegno sociale e influenza culturale nella comunità

Accanto agli aspetti sanitari, OSA produce ogni anno un resoconto sociale dove mette in evidenza bilanci finanziari e risultati umani ottenuti nel tempo. Questo documento serve a dare trasparenza alla comunità e a confermare un impegno sociale che si estende ben oltre l’attività clinica. In anni segnati da tensioni internazionali, crisi economiche e difficoltà per chi lavora nel settore sanitario, questa testimonianza mostra la costanza della cooperativa nel dedicarsi alle persone più vulnerabili.

Un capitolo importante riguarda il legame con la Chiesa e le sue dottrine sociali. La vicinanza con Papa Francesco, che la cooperativa ha conosciuto in particolare durante esperienze nelle periferie di Buenos Aires, ne ha influenzato traiettoria e valori. La sua idea di una “Chiesa come ospedale da campo” è stata fonte di ispirazione quotidiana. OSA ha incarnato questo principio, ispirandosi anche alla Dottrina Sociale della Chiesa, in particolare alla sussidiarietà delineata da Pio XI nell’enciclica Quadragesimo Anno, che esorta a responsabilizzare le comunità minori nella gestione delle proprie necessità.

Nel complesso, la cooperativa rappresenta un esempio concreto di come si possa coniugare attività sanitaria, impegno sociale e riferimento culturale, in un percorso che ha radici profonde e proiezioni future.