Csi in Mongolia: 30 anni dopo, il team torna per chiudere il cerchio

Csi in Mongolia: 30 anni dopo, il team torna per chiudere il cerchio
Csi in Mongolia: 30 anni dopo, il team torna per chiudere il cerchio
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Francesco Giuliani

di Francesco Giuliani

Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti hanno partecipato al Playtime Festival a Ulan Bator, segnando un ritorno significativo in Mongolia, con un progetto che proseguirà nel 2027.

Il 4 luglio 2026, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti sono tornati in Mongolia, a Ulan Bator, per partecipare al Playtime Festival. Questo viaggio segna un ritorno significativo, simile a quello del 1996, quando i due artisti intrapresero un percorso che influenzò profondamente la storia del Consorzio Suonatori Indipendenti (Csi) e portò alla creazione di “Tabula Rasa Elettrificata”, uno dei loro album più noti.

Zamboni ha spiegato che l’invito al festival ha rappresentato non solo un’opportunità, ma una necessità di coinvolgere i Csi in questa esperienza. La Mongolia, per lui, non è solo un luogo, ma una dimensione che si assorbe e si restituisce. Questo ritorno è visto come una chiusura di un cerchio, ma non è l’ultima tappa: un progetto più ampio si svilupperà nel 2027, quando l’intera band tornerà a Ulan Bator per completare il percorso iniziato quest’anno.

Riflessioni sulla Mongolia e la sua evoluzione

Ferretti ha descritto il suo legame con la Mongolia come profondo e ancestrale, sottolineando come il Paese rappresenti uno degli ultimi luoghi in cui una civiltà possa ancora dialogare con l’umanità contemporanea. Ha osservato con affetto il cambiamento in corso, sostenendo che non spetta a lui dire ai mongoli come vivere, ma piuttosto accettare la loro evoluzione.

Durante il concerto, la scaletta ha incluso brani dei Cccp e dei Csi, scelti per il loro potere evocativo in relazione alla Mongolia. Zamboni ha affermato che la musica e le parole si intrecciano in una dimensione collettiva, rendendo ogni performance una sorta di cerimonia. Ferretti ha aggiunto che il concerto trascende la musica, creando un’esperienza condivisa e arcaica.

Un viaggio che continua

A quarant’anni dalla nascita dei Cccp, le loro canzoni continuano a risuonare anche tra le nuove generazioni, trattando temi che vanno oltre le questioni contemporanee. Zamboni ha sottolineato che la loro musica non è mai stata un fenomeno effimero, ma si è radicata profondamente nella storia. Il ritorno in Mongolia ha anche stimolato riflessioni sulla storia politica del Paese e sulla sua evoluzione verso il socialismo, con Ferretti che ha evidenziato il paradosso di un’ideologia moderna utilizzata per mantenere tradizioni antiche.

Il gruppo ha iniziato a girare un documentario, “In viaggio”, diretto da Davide Ferrario, che seguirà il percorso dei Csi tra il tour italiano e il ritorno in Mongolia. Ferretti ha indicato che la musica è essenziale per il film, mentre Zamboni ha espresso riserve sulla realizzazione di un nuovo album, lasciando comunque aperta la possibilità di future intersezioni musicali.

Fonte: www.ansa.it

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