cinquanta sparatoria a manhattan: l’autore soffriva di cte e rivolgeva accuse contro la nfl
Il gesto violento compiuto da Shane Devon Tamura si carica di una nuova sfumatura dopo il ritrovamento di un messaggio personale. Il giovane di 27 anni, autore della sparatoria in un grattacielo di Manhattan, ha lasciato un biglietto in cui racconta di soffrire di encefalopatia traumatica cronica e esprime risentimento verso la National football league . Il caso richiama l’attenzione su questa malattia neurodegenerativa legata a contusioni cerebrali ripetute, spesso riscontrata in atleti di sport violenti.
Il biglietto che ha rivelato la condizione di tamura
Nel taschino del giubbotto di Shane Devon Tamura, che ha compiuto la sparatoria il 14 maggio 2025 nell’edificio al 345 di Park Avenue a New York, è stato trovato un foglio con un messaggio chiaro: il giovane dichiarava di soffrire di Cte. Nel testo Tamura annunciava anche l’intenzione di suicidarsi dopo aver ucciso quattro persone. Si leggeva inoltre un chiaro riferimento alla Nfl, contro cui esprimeva rancori, indirizzando la richiesta a ricercatori o medici di esaminare post mortem il suo cervello, per studiare gli effetti della malattia.
Questa rivelazione fa luce sulla mente dell’autore e suggerisce una possibile motivazione dietro il gesto estremo. Secondo la polizia, che ha raccolto testimonianze e analizzato gli elementi sul luogo del crimine, Tamura aveva una storia documentata di disturbi mentali. Non solo: fonti vicine al caso hanno confermato a Cnn che il giovane aveva un passato da giocatore di football, uno sport in cui traumi cranici possono essere frequenti.
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Cos’è la cte e come si manifesta
L’encefalopatia traumatica cronica, conosciuta soprattutto con l’acronimo Cte, emerge come una patologia grave che colpisce il cervello in maniera progressiva a causa di ripetuti traumi cranici. Ha assunto visibilità crescente negli ultimi anni grazie a studi su ex atleti della National football league americana, dove colpi ripetuti alla testa aumentano il rischio di degenerazione cerebrale.
La malattia si manifesta con un deterioramento cognitivo, problemi di memoria, alterazioni del comportamento e, nei casi più severi, difficoltà motorie. È stata identificata per la prima volta nel mondo del pugilato, da qui anche il termine “sindrome da demenza pugilistica”. Oltre al football, la Cte è stata individuata anche in praticanti di hockey su ghiaccio, rugby, wrestling e arti marziali miste. Si tratta di sport che comportano un alto rischio di colpi alla testa e di microtraumi invisibili nelle fasi di allenamento e gara.
Le conseguenze a lungo termine e gli studi sul cervello
Gli effetti neurologici possono emergere a distanza di anni dall’esposizione iniziale ai traumi. Per questo lo studio del cervello ex post, come chiesto da Tamura nel suo biglietto, può fornire dati essenziali per comprendere i meccanismi della malattia e prevenire conseguenze simili su atleti o persone esposte a traumi ripetuti.
Dettagli sulla sparatoria e le vittime
La sparatoria avvenuta il 14 maggio 2025 in un grattacielo a Manhattan ha provocato la morte di quattro persone. Tra le vittime figura un poliziotto, intervenuto per contenere l’assalitore, e un dirigente di Blackstone, una società finanziaria che ha sede nello stesso edificio in cui è accaduto il fatto.
L’uomo, armato di un fucile M-4, ha aperto il fuoco nel tardo pomeriggio facendo irruzione negli uffici al 345 di Park Avenue, prima di togliersi la vita. Le autorità di New York hanno avviato indagini approfondite per ricostruire i fatti e chiarire i motivi che hanno spinto Tamura a compiere il gesto. La presenza di un biglietto con dettagli sulla sua salute mentale e la condizione di Cte fa ipotizzare una combinazione di fattori personali e patologici alla base del comportamento.
La polizia mantiene aperta l’ipotesi di moventi ancora sconosciuti o di eventuali elementi che emergano dagli accertamenti di laboratorio e testimonianze. Restano sotto osservazione pure le condizioni familiari e sociali del giovane, per capire quali pressioni o eventi abbiano contribuito a scatenare la tragedia.
Riflessioni sull’impatto della cte nello sport e nella società
La vicenda aggiunge un nuovo capitolo alla discussione sull’impatto dei traumi cerebrali nei giocatori e nella società, con risvolti sulla responsabilità delle organizzazioni sportive e sulla necessità di protocolli efficaci per la prevenzione e il trattamento di chi soffre di Cte.
