Alberto mazzocco nuovo presidente dell’istituzione sinfonica abruzzese per il mandato 2025-2030
L’aquila si prepara ad affrontare un nuovo capitolo nella sua vita culturale con l’elezione di alberto mazzocco a presidente dell’istituzione sinfonica abruzzese per il periodo 2025-2030. La nomina arriva nel pieno del cinquantenario dell’Ente e a pochi mesi dal riconoscimento dell’aquila come capitale italiana della cultura. Vediamo come si è svolta la scelta e quali sono le intenzioni del nuovo presidente.
Elezione e contesto durante l’assemblea dei soci
Il pomeriggio del 15 maggio 2025, presso il Ridotto del Teatro Comunale “V. Antonellini” dell’aquila, si è svolta l’assemblea dei soci dell’ISA, chiamata a rinnovare la guida dell’istituzione. Alberto mazzocco, 77 anni, architetto di professione e già consigliere di amministrazione della stessa ISA, ha conquistato la presidenza superando l’attuale presidente bruno carioti, 74 anni, compositore e direttore d’orchestra. Carioti era in carica dal 2020 e ha diretto anche il conservatorio “Alfredo Casella” della città.
La votazione ha mostrato un cambio di rotta improntato a una nuova visione. Mazzocco, oltre ad aver servito come assessore nella giunta comunale di centrodestra guidata dal sindaco biagio tempesta, porta con sé una formazione e un’esperienza che puntano a trasformare l’ISA in un attore culturale più radicato e aperto sul territorio abruzzese.
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Al termine del voto, il neo eletto ha voluto subito sottolineare l’importanza di saper trasformare l’istituzione in un “organismo pensante” capace di abitare spazi fisici e mentali nuovi, di rigenerare aree ferite del territorio con la musica e di creare ponti vivi tra le diverse comunità. Ha rivolto un ringraziamento a chi l’ha preceduto, con la volontà di lavorare con responsabilità in un percorso di crescita.
Il sindaco biondi e il valore della nomina
La comunicazione ufficiale dell’elezione è arrivata direttamente dal sindaco pierluigi biondi, che a nome di tutta la municipalità aquilana ha espresso congratulazioni a mazzocco. Il primo cittadino ha riconosciuto nella nomina un giusto riconoscimento verso una persona che ha sempre dimostrato coinvolgimento e serietà nel lavoro e nell’impegno pubblico.
Il sindaco biondi ha evidenziato il valore dell’ISA come una delle realtà culturali di rilievo in abruzzo, sottolineando il ruolo centrale del comune come socio fondatore e primo partner istituzionale. Non è mancato un ringraziamento anche a bruno carioti, per il lavoro svolto negli ultimi anni, soprattutto in passaggi complessi e delicati.
Questa nuova guida, secondo il sindaco, saprà portare una visione attenta e rigorosa alla direzione dell’istituzione, valorizzando il suo contributo al ricco tessuto culturale regionale. La nomina assume ulteriore rilievo proprio in un momento segnato da importanti anniversari storici e dal ruolo dell’aquila come centro culturale nazionale nel 2025.
Programmazione e visione di mazzocco: metamorfosi necessaria
Il discorso con cui alberto mazzocco ha presentato la sua visione programmatica si è focalizzato su una formula chiara: “la metamorfosi necessaria: rigenerare, connettere, ispirare.” Ogni parola racchiude progetti concreti per trasformare il modo in cui la musica si relaziona con il territorio e con il pubblico.
Rigenerare significa per mazzocco abitare con il suono luoghi dismessi o danneggiati, come le zone colpite dal terremoto, dicendo che la musica può guarire o ricucire tessuti sociali spezzati. Vuole trasformare spazi abbandonati in piccoli teatri e casse di risonanza sonore, per restituire nuova vita all’ambiente urbano e sociale.
Connettere richiama all’idea di creare una rete oltre la semplice programmazione musicale. Mazzocco punta a intrecciare collaborazioni tra discipline, istituti e comunità, per fare dell’ISA un nodo centrale di scambi e dialogo creativo, oltre che un luogo musicale. Nelle sue intenzioni c’è la volontà di superare i confini tradizionali della musica sinfonica.
Ispirare si traduce nell’educazione all’ascolto profondo, non solo musicale ma anche sociale. Il presidente vuole risvegliare immaginazioni collettive e stimolare un senso di armonia civica che riprenda la musica come metafora e strumento di coesione.
Alberto mazzocco ha spiegato che per avviare questa trasformazione serve un patto ampio con soci, istituzioni e cittadini, coinvolgendo anche scuole, imprese e realtà civili. Ha citato Platone per rafforzare l’idea che “la musica è una legge morale” capace di dare anima e slancio all’universo.
La musica e la rigenerazione sociale nell’aquila
Nel contesto di una città che ha attraversato traumi e ricostruzioni, il progetto musicale di mazzocco assume un carattere urgente e necessario. La musica diventa uno strumento per recuperare una dimensione identitaria collettiva, non un semplice rifugio estetico.
Ha fatto riferimento a teorie filosofiche e architettoniche per collegare il concetto di spazio al valore sociale e umano della musica. Ogni luogo costruito o da riabitare rappresenta, secondo mazzocco, un elemento che contribuisce all’esperienza dell’essere e alla vita sociale.
L’idea è di trasformare l’intera città e i suoi spazi in un palcoscenico dove la musica agisce da testimonianza e veicolo di rigenerazione culturale e sociale. Gli eventi musicali non saranno quindi solo spettacoli ma momenti in cui il pubblico è chiamato a entrare nella scena, insieme all’istituzione.
Valorizzare la rete culturale e l’attenzione ai giovani
Nel progetto di mazzocco rientra la volontà di creare connessioni più strette con altre realtà musicali abruzzesi, come i solisti aquilani, la società aquilana dei concerti “b. barattelli” e il conservatorio “alfredo casella”. Sta pensando anche a forme di collaborazione per allargare il pubblico e far crescere nuove generazioni di ascoltatori.
Tra gli obiettivi principali c’è la creazione di una sinfonica abruzzese young, un’orchestra giovanile che possa avvicinare in modo diretto i ragazzi alla musica e formare un pubblico consapevole. Vuole coinvolgere inoltre tutte le scuole del territorio in un percorso educativo, dove la musica diventa strumento di crescita personale e collettiva.
Questa scelta riflette un approccio che cerca di valorizzare la formazione e la partecipazione attiva dei più giovani in un progetto culturale ampio, che si estende oltre i tradizionali confini istituzionali e punta a diffondere una cultura musicale radicata e vitale.
