Da risorgimarche a incantomarche: il festival musicale che evolve mantenendo la sua anima solidale nelle marche

di Francesca Giubelli

RisorgiMarche, nato dopo il sisma del 2016, si trasforma in una rete culturale che unisce musica, solidarietà e comunità nei borghi delle Marche, mantenendo un’atmosfera intima e sostenibile. - Gaeta.it

Nato dopo il terremoto del 2016, il festival ideato da Neri Marcorè e Giambattista Tofoni cambia nome e si trasforma in una rete culturale capace di unire musica e solidarietà in maniera nuova, coinvolgendo borghi e prati delle Marche. La nona edizione porterà con sé innovazioni, senza rinunciare a quell’atmosfera di intimità e sostenibilità che ha caratterizzato negli anni l’evento.

Come risorgimarche si trasforma in una rete culturale

RisorgiMarche non è più solo un evento musicale dedicato a sostenere le comunità colpite dal sisma nelle Marche. Questa manifestazione, cresciuta in nove anni fino a diventare un punto fisso nel calendario regionale, si presenta oggi come una rete di esperienze e relazioni. Neri Marcorè, protagonista e ideatore, parla di un “ecosistema di relazioni” che ha consolidato un’identità culturale forte e composita, fatta di inclusione e bellezza.

L’evoluzione ha significato ampliare la missione oltre la mera solidarietà. Il festival si configura ora come un laboratorio in cui si intrecciano storie, musiche e partecipazione diretta degli abitanti dei territori interessati. La trasformazione non ha modificato il cuore dell’iniziativa, ma ha ampliato il suo raggio d’azione, incoraggiando anche contaminazioni artistiche e momenti di riflessione collettiva. Attraverso la rete, si accompagnano gli artisti e il pubblico in un percorso condiviso che vuole lasciare impronte durature, dando voce ai luoghi e alle persone.

Concerti immersi nella natura e nella comunità

Le modalità con cui si svolgeranno i prossimi eventi mantengono le caratteristiche originarie, che negli anni hanno saputo conquistare un seguito fedele e appassionato. I concerti si terranno ancora in spazi aperti come prati montani e borghi, evitando palchi tradizionali e luci artificiali. Questo approccio punta a mettere in risalto la purezza dei paesaggi delle Marche e la relazione diretta tra artisti e spettatori.

L’assenza di impianti tecnologici complessi riduce l’impatto ambientale dell’evento e fa emergere una dimensione più intima e autentica, fatta di suoni naturali e ascolto condiviso. Questo tipo di organizzazione esalta il valore dei luoghi, coinvolgendo le comunità locali e favorendo un dialogo tra cultura e territorio. È una formula che rende il festival non solo un appuntamento musicale, ma un’occasione per vivere i borghi con un’esperienza unica, che intreccia natura e arte senza mediazioni tecniche invasive.

La novità del 2025: incontri-concerto tra musica e racconto

L’edizione 2025 porterà una novità importante attraverso una sezione speciale dedicata agli incontri-concerto. Questa formula, già sperimentata al teatro delle api, mette al centro dialoghi intimi tra Neri Marcorè e artisti di rilievo, con cui condivide ricordi, aneddoti e riflessioni. Tra i protagonisti passati di questo format spiccano nomi come Claudio Baglioni, Serena Dandini, Giuliano Sangiorgi, Stefano Bollani e Enrico Ruggeri.

Gli incontri prevedono anche esibizioni in acustico di canzoni emblematiche, in un’atmosfera raccolta che favorisce il legame tra pubblico e artisti. La scelta di proporre questo tipo di evento punta a valorizzare il racconto dietro la musica, offrendo un’esperienza intensa e irripetibile. Questo segmento si aggiunge agli appuntamenti tradizionali del festival, arricchendo il programma e creando un percorso originale che coinvolgerà sia appassionati di musica sia chi cerca momenti di confronto culturale.

Dove trovare informazioni sul festival

Il calendario completo della nona edizione sarà pubblicato a breve sul sito ufficiale incantomarche.it. L’evento conferma la sua volontà di restare un punto di riferimento per la cultura e la solidarietà nelle Marche, capace di suscitare interesse e partecipazione anche a distanza di anni dal sisma che ha segnato il territorio.