Controversia su linguaggio inclusivo in una scuola di Napoli: la polemica su un asterisco
Un episodio a Napoli ha acceso un acceso dibattito sulla questione del linguaggio inclusivo, in particolare grazie all’uso di un asterisco per promuovere interazioni sicure tra “bambin/cane-gatto*”. L’Istituto Comprensivo “Novaro-Cavour” ha proposto un’iniziativa educativa per sensibilizzare i più giovani sull’importanza degli animali domestici. Tuttavia, la scelta linguistica ha suscitato forti reazioni, dando vita a una polemica che tocca temi sensibili come identità e inclusione.
Il progetto “Pet School” e la reazione dei genitori
L’Istituto Comprensivo “Novaro-Cavour”, che comprende diversi livelli scolastici dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria, ha recentemente lanciato il progetto “Pet School“. Questa iniziativa è stata concepita per educare i bambini sull’importanza della cura di cani e gatti, creando consapevolezza nei piccoli nei confronti degli animali. Tuttavia, l’uso di un asterisco come parte della formulazione per “bambini” ha attirato l’attenzione, scatenando un acceso dibattito.
L’avvocato Angelo Pisani, coordinatore della Commissione diritto degli affetti presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, ha espresso forti critiche. Secondo Pisani, la sostituzione di una parte di “bambini” con un asterisco rappresenterebbe una “ossessione del ‘gender’“, considerata da lui inammissibile e illegittima. Il legale ha sostenuto che tali scelte possono generare confusione e ansia tra i bambini, creando panico nei genitori, specialmente quelli già fragili.
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La risposta della scuola e del Ministero dell’Istruzione
Dopo la polemica sollevata da Pisani, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha prontamente risposto. L’ufficio scolastico regionale ha raccolto informazioni e chiarito che l’utilizzo dell’asterisco era da considerarsi un “mero errore materiale“. La dirigente scolastica del “Novaro-Cavour” ha informato i genitori che è stata inviata una nuova comunicazione con la formulazione corretta, cercando di smorzare le tensioni.
Questo intervento ha messo in evidenza l’importanza della chiarezza comunicativa per evitare malintesi in un contesto scolastico. Nonostante l’atteggiamento difensivo della scuola, il dibattito su linguaggio, identità e inclusività è ben lungi dall’essere risolto.
Le posizioni a favore del linguaggio inclusivo
A sostegno dell’iniziativa e dell’uso dell’asterisco, si è fatto avanti Luca Trapanese, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli. Trapanese, evidenziando la sua esperienza di genitore single e adottivo, ha sottolineato come il linguaggio possa effettivamente discriminare. Ha osservato che la grammatica italiana, usando il maschile, tende a escludere le donne: “Quando diciamo ‘bambini’, il termine è maschile e include automaticamente solo in apparenza le bambine“, ha affermato.
Secondo l’assessore, l’asterisco non introduce confusione, ma cerca di rendere visibili tutti i generi. Ha anche notato che il malcontento non era frutto di una protesta collettiva, ma era stato sollevato da un singolo genitore. Conclude sul fatto che chi critica tali scelte lo fa principalmente per “paura del cambiamento“.
Questo scambio di opinioni mette in luce l’importanza di affrontare tematiche delicate come il linguaggio, la rappresentazione e l’inclusività nelle istituzioni educative, a cui la società è sempre più sensibile. La controversia sul linguaggio nella scuola rappresenta non solo una questione di corretta comunicazione, ma un confronto più ampio su come la società percepisce e affronta le differenze.
