Aeroporto delle Marche: voli interni sempre più vuoti e costi alle stelle per la regione
Il panorama del trasporto aereo in Marche offre uno scenario preoccupante. I dati sui voli interni da e per l’Aeroporto delle Marche rivelano una flessione significativa, con una media di passeggeri per volo inferiore ai minimi storici. Questa situazione preoccupa i cittadini e i rappresentanti politici della regione, come riportato dall’opinione della consigliera regionale del Partito Democratico, Manuela Bora. I numeri, ottenuti tramite accesso agli atti, contrastano nettamente con le ottimistiche dichiarazioni rilasciate dalle autorità regionali.
Voli interni: in calo i passeggeri, aumentano le spese
Nei sei mesi passati, il volo quotidiano tra Ancona e Roma ha registrato una media di soli 2,5 passeggeri a tratta. Dati altrettanto allarmanti emergono anche per le altre rotte, come Milano, che segna una media di 9,2 passeggeri, e Napoli con 9,8. Tali cifre appaiono decisamente irrisorie per un servizio pubblico finanziato con fondi regionali. Manuela Bora mette in evidenza come questi risultati riflettano una gestione inefficace dell’infrastruttura aeroportuale e una promozione del territorio insufficiente da parte di Atim, l’Agenzia voluta dalla giunta Acquaroli.
La consigliera critica l’attuale struttura organizzativa e chiede trasparenza riguardo ai costi sostenuti dalla Regione Marche per garantire questi voli interni. Particolare attenzione viene posta sul fatto che la Regione ha dovuto liquidare 4,8 milioni di euro a Enac per il servizio aereo di continuità territoriale già nel dicembre 2024. Si tratta di un impegno finanziario considerevole, specialmente se si considera che nel 2025 il costo totale previsto si attesterà intorno agli 8,5 milioni di euro, cifra nettamente più alta.
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Le conseguenze della proroga dei voli domestici
Ulteriori complessità si aggiungono alla situazione già critica. Nonostante i segnali allarmanti, il 31 gennaio, l’Enac ha prorogato fino a ottobre 2025 l’affidamento dei voli domestici a Skyalps, la compagnia aerea subentrata ad Aeroitalia nel 2024. Questo passaggio implica un ulteriore esborso da parte della Regione Marche, che si trova a fronteggiare costi sempre più elevati senza vedere un adeguato ritorno in termini di servizi o ricavi.
Bora esprime forte preoccupazione per questa scelta della giunta regionale, evidenziando come il finanziamento di voli con bassa occupazione risulti sia economicamente insostenibile sia inadeguato rispetto agli interessi dei cittadini marchigiani. L’attuale situazione è aggravata dalla scartoffia legata ai soli 8,5% di quote detenute dalla Regione nell’aeroporto, un dato che evidenzia il limite del suo potere decisionale.
L’incertezza sui piani industriali e sviluppo dell’aeroporto
Oltre alla gestione operativa dubbia, l’Aeroporto delle Marche sembra non beneficiare di piani di sviluppo adeguati. Bora sottolinea come il piano industriale presentato cinque anni fa sia rimasto sostanzialmente inosservato. Non è sufficiente contare sul traffico aereo passeggeri per garantire il futuro dell’aeroporto; servono nuove iniziative e diversificazioni.
I rappresentanti di governo regionale, tra cui il presidente Acquaroli e l’assessore Brandoni, non hanno ancora fornito chiarimenti adeguati su tematiche cruciali quali l’aerospaziale, la manutenzione e le operazioni cargo, né su sviluppi nella aviazione elettrica e generale. La mancanza di risposte mette in evidenza una crisi di gestione e visione, con il rischio che le promesse fatte alla cittadinanza possano rimanere soltanto belle parole e progetti su carta.
Mentre la crisi dei voli interni continua a esercitare pressione su bilanci già provati, i cittadini marchigiani guardano con apprensione alla gestione dell’aeroporto e alle eventuali soluzioni che potrebbero essere immediatamente implementate. L’inefficienza e le mancate risposte in un settore così strategico potrebbero avere ripercussioni dirette sullo sviluppo economico locale, sul turismo e sulla qualità dei servizi pubblici offerti.
