Richiesta di oltre un milione di euro da parte della Corte dei Conti per l’Anfiteatro

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Richiesta di oltre un milione di euro da parte della Corte dei Conti per l'Anfiteatro - gaeta.it

Accuse pesanti per ex amministratori e dirigenti tecnici del Comune di Sezze

Sessanta giorni di tempo per difendersi dalle pesanti accuse che la Procura regionale presso la sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti ha notificato ad ex amministratori sindaco e dirigenti tecnici che dal 2008 si sono occupati dei “Lavori di completamento e ristrutturazione del Teatro Italiano II stralcio Funzionale”. Le parti potranno fornire deduzioni ed opporsi al provvedimento emerso in seguito alla “segnalazione di presunto danno erariale da parte del Sindaco pro tempore del Comune di Sezze, Lidano Lucidi, riferita a fatti di cattiva gestione ed omissioni meglio descritti nella sentenza n. 2156/2022 emessa dalla II Sezione Civile del Tribunale ordinario di Roma”.

La sentenza che ha condannato il Comune di Sezze

La vicenda è legata alla sentenza che ha condannato il Comune di Sezze a restituire alla Regione Lazio, ai sensi dell’art. 2033 c.c., l’importo di euro 1.323.651,72 oltre interessi legali per l’intervento di “Ristrutturazione del Teatro Italiano di Sezze (Anfiteatro)”. Sotto la lente d’ingrandimento la delibera di Giunta n. 62 del 18 marzo 2008 con cui gli amministratori hanno accettato le somme del II stralcio funzionale e poi a seguire tutta una serie di considerazioni sollevate con la sentenza di condanna. Che non venne appellata dal sindaco Lidano Lucidi, che ritenne di liquidare la somma, nonostante il consigliere di opposizione Sergio Di Raimo (PD) e il capogruppo Armando Uscimenti, gli avessero suggerito di tentare almeno il ricorso in Appello.

Le responsabilità dei condannati

Così le responsabilità della condanna alla fine sono giunte e sono commisurate ai ruoli che ognuno di loro ha avuto all’interno della Giunta, dall’ex Sindaco Andrea Campoli, cui si imputa un danno complessivo per “concorso con colpa grave nella misura del 30% , ovvero euro 507.829,77”. E poi al responsabile del servizio tecnico, nonché RUP per il II lotto, Mauro Vona, il cui concorso con colpa grave è stato commisurato nella misura del 15% per euro 253.914,88; al direttore dei lavori nonché Collaudatore del II lotto, Mauro Iannozzi 15%, ovvero euro 253.914,88, al Segretario Generale Luigi Miele, 10% ovvero 169.276,59; al vice Sindaco Umberto Marchionne per il 5% 84.638,29, assieme agli assessori Antonio Maurizi, Marcello Ciocca, Pietro Bernabei e Remo Grenga; agli assessori Bruno Cardarello e Sergio Di Raimo, nella misura del 2,5% per euro 42.319,14 ciascuno (in quanto presenti rispettivamente solo nel corso della deliberazione del marzo 2008, ovvero del marzo 2009).

Campoli ha così commentato con profondo rammarico: “Ho ricevuto una Pec dalla Corte dei Conti, con la quale mi viene ingiunto di pagare più di 500.000 euro per il danno cagionato per aver approvato la delibera di Giunta per il secondo stralcio funzionale dell’ex Anfiteatro. Opera che era già iniziata da tempo e per la quale tentammo di mettere una pezza ad uno scempio già ampiamente avvenuto. Col senno del poi avremmo dovuto fermarci di fronte a quest’opera non voluta da noi, anzi osteggiata, e portare tutte quelle carte in procura. Ma bisogna esserci portati per certe cose. Certamente mi difenderò insieme a tutti gli altri amministratori e tecnici coinvolti per far valere le nostre ragioni. Se questo non accadrà, vorrà dire che troverò, insieme alla mia famiglia, il modo per pagare questo debito. A Testa alta. Guardando dritto in faccia gli sciacalli che sempre e solo tali rimarranno“.

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