Nuovo piano pandemico 2025-2029: le parole di Matteo Bassetti rispetto alla politica e alla scienza
Il dibattito sul nuovo Piano pandemico 2025-2029 si fa acceso, e il direttore delle Malattie Infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, esprime le sue forti riserve. In un’intervista rilasciata ad Adnkronos Salute, Bassetti sottolinea che le decisioni relative alla gestione di eventuali emergenze sanitarie devono essere guidate dalla scienza e non dalla politica. La sua opinione è chiara: l’esperienza globale degli ultimi anni ha insegnato che le quarantene possono essere necessarie, e che la scienza deve prevalere sulle influenze politiche.
Le criticità del nuovo piano pandemico
Nel contesto della bozza del Piano pandemico sottoposta alle Regioni dal Ministero della Salute, Bassetti avverte non solo dei rischi di inserire nell’agenda nazionale decisioni motivate politicamente, ma anche della necessità di rimanere allineati a quanto avviene nel resto del mondo. “È evidente che i lockdown dovrebbero essere evitati, ma se dovesse emergere un nuovo virus con una diffusione paragonabile a quella già vissuta in passato, il contenimento dell’infezione avverrà attraverso misure di quarantena,” afferma. Questo concetto di quarantena come strumento di contenimento è supportato dalla scienza e quotato da altri stati, che non esitano ad attivare misure drastiche in risposta a situazioni di emergenza.
Bassetti si dice preoccupato per il fatto che il Piano pandemico possa subire delle influenze politiche, un aspetto che considera “invasioni di campo gravissime” per un tema così cruciale. Il medico accusa la politica di interferire in un ambito che non le compete e invita i colleghi scienziati e medici a non tollerare tali intrusioni: “La politica non deve mettere il naso in materie non sue,” sottolinea.
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Riflessioni sulle misure del passato
Il dottor Bassetti fa un passo indietro per ricordare le misure adottate durante il picco della pandemia di COVID-19, evidenziando che è stato uno dei primi a criticare alcune scelte fatte nel 2020-2021. Riconosce come i lockdown prolungati e la chiusura delle scuole abbiano e continuino ad avere ripercussioni significative sulla società. La sua posizione è ferma: l’inserire nel Piano pandemico l’impegno a non adottare mai più un DPCM per la quarantena è un errore. “Nessun altro Paese si è posto in questo modo,” afferma, rincarando la dose sulla necessità di essere preparati a ogni evenienza.
Per Bassetti, il messaggio da trasmettere al pubblico e agli operatori sanitari deve essere chiaro: la preparazione a fronteggiare future emergenze sanitarie deve essere basata su evidenze scientifiche. La comunità scientifica ha il dovere di garantire che le misure da adottare siano appropriate e proporzionate rispetto alla gravità della situazione.
Importanza del dialogo tra scienza e politica
L’intervento di Bassetti apre una riflessione più ampia sulla necessità crescente di un dialogo costruttivo tra la scienza e il mondo politico. I medici e gli scienziati devono poter esprimere le loro preoccupazioni senza timori di ritorsioni, ricordando che le decisioni in ambito sanitario influenzano profondamente la vita di milioni di persone. Un piano pandemico ben strutturato deve poggiare su basi solide, dettate dall’evidenza e dall’esperienza, affinché possa rispondere in modo tempestivo ed efficace a nuove sfide.
Il ruolo dei professionisti della salute e della scienza nella formulazione delle politiche sanitarie è cruciale; solo attraverso una vera collaborazione tra politiche e protocolli scientifici sarà possibile affrontare con maggiore certezza le successive crisi sanitarie e garantire alla popolazione la protezione necessaria.
