I volti del sovranismo leghista tornano a farsi sentire con il ritorno di Donald Trump
Claudio Borghi e Alberto Bagnai, noti esponenti della Lega e simboli del pensiero euroscettico e no vax, riemergono attivamente sulla scena politica italiana. La loro rinnovata presenza è alimentata dal ritorno di Donald Trump, leader carismatico e punto di riferimento per molte correnti populiste, incluso il sovranismo. In questo contesto, i due politici non solo ribadiscono le loro posizioni, ma annunciano anche nuove iniziative sul fronte legislativo.
Claudio Borghi: il vocabolario del sovranismo
Claudio Borghi, classe 1970 e originario di Milano, ha un background variegato che spazia da fattorino a broker, passando per l’attività di agente della Deutsche Bank. Attualmente, siede al Senato, dove continua a farsi portavoce delle idee sovraniste. Durante un recente incontro al Senato, ha affermato che il “sovranismo ha vinto” e che ci sarà una “rivoluzione a tutti i livelli“. La sua retorica è caratterizzata da un forte scetticismo verso le istituzioni europee, la gestione della pandemia e le politiche del governo.
Borghi si è guadagnato una certa notorietà all’interno della Lega grazie all’interessamento di Matteo Salvini per le sue teorie contrarie all’euro. Dal 2018, la sua presenza in parlamento ha segnato un cambio di rotta per la Lega, che ha iniziato a far proprie le sue posizioni critiche verso l’Unione Europea e la globalizzazione. È noto per opporsi a ogni forma di restrizione rimanente dopo i lockdown e per qualsiasi forma di “pensiero unico“.
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Tra i suoi prossimi progetti, si prefigura l’uscita di un libro che esplorerà vent’anni di sovranismo, un’analisi che promette di offrire un punto di vista approfondito su un fenomeno politico in crescita.
Alberto Bagnai: la serietà di un professore
Alberto Bagnai, classe 1962 e originario di Firenze, è un economista di professione e attualmente membro della Camera dei Deputati. Con un approccio più riservato rispetto a Borghi, Bagnai ha scelto un ruolo meno visibile nei media, evitando di rilasciare dichiarazioni frequenti e rispondendo raramente a sollicitazioni. Tuttavia, la sua influenza intellettuale nel partito rimane notevole.
Bagnai è anche una figura centrale nelle ipotesi di disconnessione dell’Italia da organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità . Con il supporto di Borghi, ha proposto un disegno di legge per fermare la partecipazione dell’Italia all’Oms, in linea con le posizioni assunte dal nuovo presidente americano Trump. Bagnai descrive l’Oms come una parte della governance multilaterale responsabile della gestione della globalizzazione, criticando il suo operato e suggerendo che la sua funzionalità è stata compromessa.
Attivismo e nuovi progetti legislativi
Negli ultimi tempi, l’attività di Borghi e Bagnai sui social media è aumentata notevolmente, specialmente su piattaforme come X, dove discutono le loro posizioni e cercano di diffondere le loro idee. Questo attivismo ha trovato un’ulteriore motivazione nel contesto geopolitico attuale. Con la ripresa delle attività politiche da parte di Donald Trump, i due esponenti leghisti sperano di rafforzare il loro messaggio criticando le istituzioni europee e cercando di instaurare un rapporto di collaborazione con altri stati euroscettici, come Olanda e Austria.
Il disegno di legge per fermare l’adesione italiana all’Oms è visto come un passo significativo in questa direzione. Entrambi i politici affermano che “è finita la dittatura del pensiero unico” e dichiarano di sentirsi finalmente liberi di esprimere le loro opinioni. Questi sviluppi offrono uno spaccato interessante sulle strategie e sulla direzione futura del sovranismo italiano, mentre il dibattito su questioni di sanità pubblica e sui legami internazionali continua a intensificarsi.
