Detenuti sartisti: la via dell’inclusione attraverso l’Accademia dei sartori

Detenuti Sartisti: La Via Dell'Inclusione Attraverso L'Accademia Dei Sartori Detenuti Sartisti: La Via Dell'Inclusione Attraverso L'Accademia Dei Sartori
Detenuti sartisti: la via dell'inclusione attraverso l'Accademia dei sartori - Gaeta.it

Ultimo aggiornamento il 8 Luglio 2024 by Sara Gatti

Fornire una possibilità di reinserimento lavorativo ai detenuti desiderosi di costruirsi un futuro professionale è il cuore pulsante di “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, il progetto avviato dall’Accademia nazionale dei sartori sita in via Boncompagni, nei pressi di piazza di Spagna.

Un ponte verso un nuovo inizio

Nato nel 2017 su ispirazione dell’ex presidente Ilario Piscioneri, questo programma ha guadagnato visibilità durante il periodo di lockdown grazie alla produzione di oltre tremila mascherine realizzate dagli ospiti del carcere per contribuire alla lotta contro il coronavirus.

L’arte della sartoria come mezzo di redenzione

Al centro dell’iniziativa, un corso di formazione triennale che offre ai detenuti la possibilità di apprendere le competenze necessarie per svolgere una professione una volta ottenuta la libertà. Un esempio tangibile è rappresentato da un ex recluso, ora impiegato a tempo pieno presso la Sartoria Ilario, laboratorio ubicato tra le fermate metro Lepanto e Ottaviano.

L’importanza dei dettagli nell’insegnamento

Sotto la guida esperta del maestro sarto Sebastiano Di Rienzo, oltre all’aspetto tecnico vengono insegnati valori essenziali come pazienza, precisione e autocontrollo. Il percorso formativo prevede l’apprendimento graduale, dal taglio dei pantaloni alla realizzazione di giacche fino alle rifiniture, insieme a esercizi che vanno al di là della semplice cucitura.

Un palcoscenico di speranza e talento

I capi d’abbigliamento realizzati dai detenuti vengono valorizzati attraverso un evento annuale in cui gli allievi sfilano fieri indossando le proprie creazioni. Questi capi rappresentano un potenziale futuro per il progetto, che contempla la possibilità di commercializzare le opere per sostenere economicamente la causa.

Un futuro all’insegna dell’inclusione e dell’opportunità

Oltre all’obiettivo primario dell’inclusione sociale, il progetto si propone di offrire una preziosa risorsa al settore dell’artigianato. I prossimi sviluppi prevedono inoltre l’ampliamento dell’iniziativa ad istituti minorili e il coinvolgimento di individui diversamente abili.

Il sostegno di Bmw Roma alla causa

L’Academia conta sul supporto della sede romana di Bmw per l’acquisto del materiale didattico e delle attrezzature necessarie. Questo partenariato conferma l’importanza della responsabilità sociale d’impresa e apre le porte a future collaborazioni nell’ambito dell’inclusione sociale e dell’integrazione attraverso progetti come “Made in Rebibbia”.

Approfondimenti

Il progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme” si pone l’obiettivo di offrire un’opportunità di reinserimento lavorativo ai detenuti desiderosi di costruirsi un futuro professionale. L’Accademia nazionale dei sartori, guidata dall’ex presidente Ilario Piscioneri, è il fulcro di questa iniziativa, situata in via Boncompagni, vicino a piazza di Spagna.

Nato nel 2017, il programma ha acquisito visibilità durante il periodo di lockdown grazie alla produzione di mascherine realizzate dai detenuti per contribuire alla lotta contro il coronavirus. Questa dimostrazione di solidarietà e impegno sociale ha reso il progetto ancora più significativo.
La sartoria non è solo un mestiere, ma diventa un mezzo di redenzione per i partecipanti. Attraverso un corso di formazione triennale, i detenuti acquisiscono competenze che potranno essere utili una volta ottenuta la libertà. Un esempio tangibile di successo è dato da un ex recluso che è ora impiegato a tempo pieno presso la Sartoria Ilario.
La figura del maestro sarto Sebastiano Di Rienzo svolge un ruolo fondamentale nel percorso formativo, insegnando non solo le abilità tecniche della sartoria, ma anche valori cruciali come pazienza, precisione e autocontrollo. Il processo di apprendimento va dal taglio dei pantaloni alla realizzazione di giacche, includendo esercizi che vanno oltre la semplice cucitura.
I capi d’abbigliamento creati dai detenuti non sono solo prodotti artigianali, ma diventano simboli di speranza e talento. Un evento annuale consente agli allievi di sfilare fieri con le proprie creazioni, mettendo in mostra il loro lavoro e aprendo la strada a futuri sviluppi, come la possibilità di commercializzare le opere per sostenere il progetto.
Inoltre, “Made in Rebibbia” non si limita solo a promuovere l’inclusione sociale, ma si propone anche di offrire una risorsa significativa al settore dell’artigianato. I piani futuri prevedono di estendere l’iniziativa anche ad istituti minorili e coinvolgere individui diversamente abili, ampliando così l’impatto positivo del progetto.
Il sostegno di Bmw Roma all’Academia e al progetto rappresenta un esempio di responsabilità sociale d’impresa. Grazie a questa collaborazione, si aprono nuove possibilità per ulteriori iniziative di inclusione sociale e integrazione, confermando l’importanza di iniziative come “Made in Rebibbia” nell’ambito della responsabilità sociale e dell’aiuto alle fasce più vulnerabili della società.

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