Modifiche al ruolo del presidente della Repubblica: cosa cambia con il ddl Casellati

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Modifiche al ruolo del presidente della Repubblica: cosa cambia con il ddl Casellati - Gaeta.it

Introduzione:
Il Senato ha votato il ddl Casellati sul premierato, portando a una serie di modifiche significative riguardanti il ruolo del presidente della Repubblica. Scopriamo insieme quali sono i principali cambiamenti introdotti da questo provvedimento.

Scioglimento delle Camere durante il semestre bianco

Il ddl Casellati prevede la possibilità di sciogliere le Camere anche durante il semestre bianco, negli ultimi sei mesi di mandato del presidente della Repubblica. Questa modifica, contenuta nell’articolo 3 del provvedimento, è stata approvata dall’Aula di Palazzo Madama, nonostante la bocciatura di numerosi emendamenti presentati dall’opposizione.

Controfirma degli atti presidenziali

Il Senato ha anche dato il via libera all’articolo 4 del ddl Casellati, che riguarda la controfirma degli atti del capo dello Stato. Questo provvedimento stabilisce che la controfirma non sarà più necessaria per alcuni atti, tra cui la nomina del presidente del Consiglio dei ministri, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene, tra gli altri. Questo rappresenta un notevole rafforzamento delle prerogative del Colle, grazie a un emendamento proposto dal senatore Marcello Pera.

Modifiche all’articolo 89 della Costituzione

L’attuale articolo 89 della Costituzione italiana stabilisce che nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti. Tuttavia, con il ddl Casellati, si prevede che gli atti del Presidente saranno controfirmati dai ministri proponenti, che ne assumeranno la responsabilità. Inoltre, non sarà più necessaria la controfirma per determinati atti, come la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene, il decreto di indizione delle elezioni e dei referendum, i messaggi alle Camere e il rinvio delle leggi. Queste modifiche introducono importanti cambiamenti nel modo in cui vengono gestiti gli atti presidenziali e le relative firme ministeriali.

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