Aumento dei casi di morbillo in Italia nel 2024

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Aumento dei casi di morbillo in Italia nel 2024 - Gaeta.it

Nella prima parte del 2024, il numero di casi di morbillo notificati in Italia continua a salire, avvicinandosi alla soglia di 400 casi. Le regioni più colpite risultano essere l’Abruzzo, il Lazio e la Sicilia, con un’incidenza maggiore di casi rispetto al resto del Paese.

Incidenza e distribuzione geografica dei casi

Durante il periodo che va dal 1 gennaio al 30 aprile dell’anno in corso, sono stati notificati 399 casi di morbillo, di cui la maggior parte risultano confermati in laboratorio. In particolare, il Lazio, la Sicilia, l’Emilia Romagna e la Toscana rappresentano il 68,7% dei casi totali a livello nazionale, con Abruzzo in testa all’incidenza per milione di abitanti.

Profilo dei casi e stato vaccinale

L’età mediana dei casi segnalati è di 31 anni, con una distribuzione che vede il maggior numero di contagiati tra i 15 e i 39 anni. L’incidenza più elevata si registra nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, mentre sono stati segnalati 17 casi in bambini di meno di un anno. Quasi il 90% dei contagiati non era vaccinato al momento del contagio, con più del 30% dei casi che ha riportato almeno una complicanza.

Tendenza globale e impatto sui bambini

A livello globale, si osserva un aumento significativo dei casi di morbillo, fenomeno che coinvolge anche diversi Paesi europei, inclusa l’Italia. I mesi di marzo e aprile del 2024 hanno visto un considerevole incremento dei contagi, soprattutto tra le persone non vaccinate. Gli esperti sottolineano che la maggior parte dei casi notificati nei primi quattro mesi dell’anno riguarda adolescenti e adulti, evidenziando la presenza di fasce di età suscettibili.

Preoccupazioni e monitoraggio della situazione

I casi segnalati nei bambini di età inferiore all’anno, che non possono essere vaccinati, mettono in luce la dipendenza della protezione di questa fascia di età dalla copertura vaccinale della popolazione. Gli operatori sanitari sono anch’essi esposti al rischio di contagio. Il monitoraggio della situazione da parte dell’Istituto superiore di sanità include anche i casi di rosolia, segnalando un singolo caso possibile nel periodo considerato.

Sorveglianza e coordinamento

Il sistema di sorveglianza epidemiologica nazionale, gestito dal Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss e supportato dalla rete nazionale di laboratori regionali di riferimento, svolge un ruolo fondamentale nel monitorare l’andamento della diffusione del morbillo e della rosolia sul territorio italiano.

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