1208 Over 70 dietro le sbarre: la questione dell’ottantenne riportato in carcere

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1208 Over 70 dietro le sbarre: la questione dell'ottantenne riportato in carcere - Gaeta.it

Nel panorama dei detenuti anziani, un caso particolarmente discusso è quello dell’ottantenne riportato in carcere a Caserta. Il segretario generale del S.pp., Aldo Di Giacomo, ha definito questa decisione come “pura follia”, considerando il sovraffollamento e l’emergenza nelle carceri attuali. Nonostante ciò, Di Giacomo non ha voluto esprimersi sul provvedimento specifico dell’Ufficio esecuzione penale della Corte di Appello di Napoli, sottolineando però che per un anziano come lui, gli arresti domiciliari avrebbero garantito comunque un’adeguata espiazione della pena.

La situazione sanitaria degli anziani dietro le sbarre

La questione degli anziani dietro le sbarre è sempre più rilevante, considerando che attualmente ci sono 1208 detenuti over 70 e 4835 detenuti tra i 60 e i 69 anni. Di Giacomo evidenzia in particolare i problemi legati all’assistenza sanitaria e alle cure, dato che l’80% degli anziani detenuti presenta problematiche di salute, mentre le risorse mediche all’interno delle carceri sono spesso carenti.

Le principali malattie presenti in carcere

Tra le patologie più diffuse tra i detenuti, si segnalano le malattie infettive che colpiscono il 48% dei carcerati, seguite dai disturbi psichiatrici , le malattie osteoarticolari , cardiache , metaboliche e dermatologiche . Inoltre, un dato preoccupante è che il 40,3% dei detenuti assume sedativi e ipnotici, il 20% stabilizzanti dell’umore, mentre solo il 9,3% ha diagnosi psichiatriche gravi.

Il problema delle tossicodipendenze tra i detenuti

Un’altra questione critica è rappresentata dalla tossicodipendenza, con un detenuto su tre coinvolto in qualche forma di dipendenza da sostanze stupefacenti. Questo scenario allarmante dovrebbe indirizzare le decisioni dei magistrati, evitando di aggravare ulteriormente la situazione. In particolare, gli anziani detenuti, ad eccezione dei capi clan e dei membri influenti della criminalità organizzata, affrontano la detenzione in condizioni di maggiore vulnerabilità. Questo pone ulteriori pressioni sul personale penitenziario, che in molti casi si trova a fare da ‘badante’ per gli anziani detenuti.

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